Quando si immagina un film su un grande eroe, spesso si tende a scaricare tutte le responsabilità sul protagonista. Ma nel caso di "Masters of the Universe" il successo non dipenderà soltanto da He‑Man, ma da come il live action saprà riscrivere l’intero cast che popola Eternia per un pubblico che non è più quello degli anni Ottanta. Ed è proprio qui che, come sempre, si nasconde la sfida dei reboot.
Prima di addentrarci nel mondo di Eternia, nella trama del film con Nicholas Galitzine e nel conoscere tutti i suoi personaggi, è bene avere un’infarinatura dell’originale cartone animato e dei protagonisti che lo popolavano.
Negli anni ’80 "He‑Man and the Masters of the Universe" era il cartone avventuroso nato e pensato per spingere la linea di action figure Mattel, ma poi presto è diventato, forse anche inaspettatamente, un vero universo mitologico del mondo pop: seguiva il principe Adam di Eternia che, alzando la spada al cielo, si trasformava in He‑Man per difendere i segreti del Castello di Grayskull insieme a Teela, Man‑At‑Arms, la Sorceress, Orko e il fedele Battle Cat.
Dall’altra parte c’era Skeletor, che guidava un coloratissimo esercito di villain come Evil‑Lyn, Beast Man e Trap Jaw. Il bello erano la magia, la tecnologia, i mostri tutti muscolosi che sono entrati nel cuore di una generazione intera.
Il duello del cartone anni ’80 è quasi mitologico. Abbiamo il principe Adam che si trasforma in He‑Man da una parte con la sua spada del potere e, dall’altra, il potente Skeletor, lo scheletrico stregone ossessionato dall’idea di conquistare Grayskull e piegare il mondo alla propria volontà. L’intera lore di "Masters of the Universe", quindi, ruotava attorno a questo conflitto a due.
Uno rappresentava la luce e l’altro l’oscurità: ordine contro caos. E il tutto strutturava gli episodi del cartone animato e l’intera tradizione del franchise.
Il bello è che anche nel live action diretto da Travis Knight questo asse rimarrà il cuore della storia, ma verrà incorniciato in un percorso più esplicitamente iniziatico per Adam: infatti qui il principe, separato per anni dalla Spada del Potere e costretto a tornare su una Eternia devastata dal dominio di Skeletor, deve riscoprire se stesso, le proprie origini e accettare il destino di He‑Man per salvare il pianeta.
Nel live action "Masters of the Universe" i personaggi principali restano He‑Man e Skeletor: il principe Adam di Eternia, destinato a diventare l’uomo più potente dell’universo, è interpretato da Nicholas Galitzine, mentre il suo nemico storico Skeletor ha il volto di Jared Leto. Al loro fianco ritroviamo Teela, qui affidata a Camila Mendes, il mentore guerriero Duncan/Man‑At‑Arms interpretato da Idris Elba e la mistica Sorceress con le sembianze di Morena Baccarin, oltre a figure chiave come Evil‑Lyn (Alison Brie), King Randor (James Purefoy) e Queen Marlena (Charlotte Riley), con un nutrito gruppo di classici villain e alleati di Eternia come Ram‑Man, Trap Jaw, Moss Man e Goat Man che fanno parte del cast.
La componente “mondo reale” è una prerogativa specifica di questo nuovo live action: non è un elemento tipico del cartoon anni ’80. La sinossi ufficiale del film di Travis Knight spiega che il principe Adam è precipitato da bambino sulla Terra ed è cresciuto come “uomo comune” lontano da Eternia. Ritrova quindi anni dopo la Spada del Potere e viene catapultato di nuovo nel suo mondo d’origine. Sarà costretto a riscoprire chi è davvero per opporsi a Skeletor. La struttura è a ponte tra pianeta terrestre e regno fantasy. La scelta narrativa del film del 2026 è un po’ quella tipica degli urban‑fantasy, fatta quasi appositamente per un nuovo pubblico e per abituarlo a introdurlo meglio nel regno fantastico di He‑Man che, nella serie animata classica, era già il difensore dichiarato di Eternia fin dall’inizio.
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