03 Jun, 2026 - 18:51

Amendolara, braccianti carbonizzati in un minivan: dietro c'è il caporalato? Il punto sulle indagini

Amendolara, braccianti carbonizzati in un minivan: dietro c'è il caporalato? Il punto sulle indagini

Si chiamavano Waseem Khan, Amin Fazal Khogjani, Ullah Ismat Qiemi e Safi Iayjad i quattro braccianti - tre di origine afghana e un pakistano - morti nel rogo appiccato in una stazione di servizio sulla statale 106 nei pressi di Amendolara, nel Cosentino. Il più grande di loro aveva 29 anni, il più giovane 19. Secondo le ricostruzioni, stavano tornando nell'alloggio che condividevano con altri migranti a Villapiana dopo una lunga giornata trascorsa tra i campi a raccogliere frutta, quando i due "caporali" pakistani che erano con loro li hanno uccisi, bruciandoli vivi.

Il ritrovamento del minivan e la prima ricostruzione

L'allarme è scattato nel pomeriggio di lunedì primo giugno, quando alcuni passanti hanno segnalato un minivan in fiamme in un'area di servizio sulla statale 106 Jonica. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, che, dopo aver domato le fiamme, hanno trovato sui sedili del veicolo i corpi carbonizzati dei quattro braccianti. Le condizioni del mezzo e i primi rilievi hanno fatto escludere subito l'ipotesi di un incidente. 

I fermati e le immagini di videosorveglianza dell'area

La svolta è arrivata grazie ai filmati delle telecamere di videosorveglianza dell'area di servizio, che hanno ripreso due uomini muoversi attorno al mezzo con il portellone posteriore aperto e i passeggeri all'interno. A un certo punto, secondo le ricostruzioni, uno dei due avrebbe versato della benzina nel veicolo, mentre l'altro avrebbe impedito la fuga dei presenti agendo sulle portiere dall'esterno.

In poche ore, entrambi i responsabili, di origine pakistana, sono stati rintracciati e fermati con l'accusa di omicidio plurimo aggravato dalla premeditazione, dai futili motivi e dalla crudeltà. 

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È stato un episodio di una gravità inaudita sia per oggettività, 4 morti, che per le modalità,

ha detto il procuratore della Repubblica di Castrovillari, Alessandro D'Alessio, nell'incontro con i giornalisti, avvenuto oggi, 3 giugno 2026, in Questura a Cosenza. E ancora:

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L'episodio è stato ricostruito in maniera compiuta in pochissime ore [...]. Ho apprezzato, e tutti dobbiamo farlo, l'ennesima pronta risposta dello Stato. Lo dobbiamo soprattutto alla gente del Sud. 

Le ipotesi sul movente e il contesto dello sfruttamento

Sul fronte del movente, le indagini restano aperte. Tra le piste al vaglio, c'è sicuramente quella del caporalato e dello sfruttamento del lavoro agricolo stagionale. "Ma non è l'unica", ha spiegato il procuratore D'Alessio. "Sul contesto - ha detto - stiamo ancora indagando. In questo momento il quadro indiziario è stato mirato all'identificazione degli autori".

Importante sarà l'audizione dell'unico sopravvissuto alla strage, il 35enne Mohammad Taj Alamyar, afghano come tre delle vittime, regolare sul territorio italiano, riuscito a scampare al rogo rompendo un finestrino, riportando solo ustioni alle braccia. Secondo quanto raccontato ai cronisti, quel giorno i braccianti avrebbero chiesto - come già altre volte - il pagamento del loro lavoro, senza ottenere risposte.

"I soldi non ce li davano. Ci davano da mangiare, ci davano la casa. Ma i soldi no", ha dichiarato l'uomo, associando i fermati alla "mafia del Pakistan". Di fronte all'ennesima richiesta, secondo la sua versione, il gesto estremo. Su cui si sta ora cercando di fare luce. I due pakistani, con tutta probabilità, si avvarranno della facoltà di non rispondere davanti al giudice chiamato a convalidarne il fermo.

Nel servizio realizzato da Gian Vito Cafaro per la trasmissione "1mattina News", pubblicato su Youtube, la ricostruzione della strage con i filmati delle telecamere - 3 giugno 2026.

Intanto, per la giornata di sabato 6 giugno, la Cgil ha organizzato una manifestazione che partirà dal luogo degli omicidi e si concluderà in piazza ad Amendolara. Un modo per denunciare, scrivono dai vertici, "un sistema di ricatto feroce, dove il diritto al lavoro e alla dignità viene barattato con la pura sussistenza". L'Ansa fa sapere che sarà presente anche il segretario generale del sindacato, Maurizio Landini. 

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