16 Jun, 2026 - 09:55

Patentino antifascista a “Più Libri Più Liberi”: perchè le dichiarazioni di Nordio fanno discutere

Patentino antifascista a “Più Libri Più Liberi”: perchè le dichiarazioni di Nordio fanno discutere

Da 48 ore il dibattito politico italiano è stato monopolizzato dalla questione del cosiddetto “patentino antifascista”, una sorta di dichiarazione richiesta alle case editrici per partecipare alla fiera della piccola e media editoria “Più libri più liberi”.

A far esplodere il caso è stato un post postato domenica 14 giugno dalla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni in cui definiva l’iniziativa “censura”.

Lo scorso anno la kermesse letteraria romana era finita al centro delle polemiche per la presenza della casa editrice di estrema destra “Passaggio al Bosco”. Circa 80 tra autori e intellettuali firmarono un appello contro la sua partecipazione.

Nelle ultime ore stanno facendo molto discutere le dichiarazioni del ministro della Giustizia, Carlo Nordio che ha definito “grottesca” l’iniziativa. 

Patentino anti-fascista, Nordio: “ Lo chiede chi non vuole cambiare il codice Rocco”

A finire al centro delle polemiche è stato il Guardasigilli, Carlo Nordio, che commentando l’iniziativa degli organizzatori di “Più Libri Più Liberi”, in programma a Roma a dicembre 2026, ha definito “grottesco” chiedere “un’attestazione di antifascismo in una manifestazione culturale”.

Parlando al Tg3, ieri sera, il ministro della Giustizia ha chiarito che il “fascismo va condannato”, ma ha anche ribadito quanto dichiarato in mattinata accendendo lo scontro, ovvero, che mentre si chiedono attestazioni di antifascismo non si vuole cambiare il codice penale Rocco, firmato da Benito Mussolini.

virgolette
Forse gli organizzatori non sanno che il libro più importante per la nostra giustizia, cioè il Codice penale, reca la firma di Mussolini. 

Aveva commentato Nordio che poi aveva aggiunto: 

virgolette
“È proprio un paradosso che si pretendano attestazioni di antifascismo da chi non vuole cambiare un codice firmato da Mussolini”. 

Concetto ribadito in serata ai microfoni del Tg nazionale: 

virgolette
Il nostro codice penale che è il fondamento della nostra giustizia penale reca la firma di Benito Mussolini e di Vittorio Emanuele III, quindi è grottesco che si richieda un’attestazione di antifascismo in una manifestazione di libri, quando il libro più importante della giustizia, che noi abbiamo cercato di cambiare e non si vuole cambiare, reca la firma di Mussolini.

La reazione dell’opposizione e il commento lapidario dell’Anm

Immediate le reazioni del centrosinistra. 

Il leader di AVS, Angelo Bonelli, ha definito le “vergognose” le dichiarazioni di Nordio che a suo giudizio “strizzano l’occhio ai neofascisti di Vannacci”.

virgolette
Le dichiarazioni del ministro Nordio sono vergognose. Vorrei ricordargli che è vero che Mussolini ha apposto la firma, nel 1931, al codice penale, ma quel documento è stato modificato dalla Repubblica Italiana, dalla lotta antifascista e dalle sentenze della Corte Costituzionale. Stanno strizzando l’occhio ai neofascisti di Vannacci. 

Ha detto Bonelli.

Lapidario il commento dell’Associazione Nazionale Magistrati che ha sottolineato come il testo più importante della giustizia italiano non sia il Codice Penale, bensì la Costituzione.

virgolette
Il libro più importante della nostra giustizia non è firmato da Mussolini, ma dai nostri costituenti. Ed è la nostra Costituzione.

Si legge in un post sui social dell’Anm.

 

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