15 Jun, 2026 - 16:40

Chi è Lorenzo Gasperini, "l'ideologo" del partito di Vannacci dai post social shock

Chi è Lorenzo Gasperini, "l'ideologo" del partito di Vannacci dai post social shock

Dallo scorso weekend oltre a Gian Piero, l'allenatore della Roma, l'Italia ha un altro Gasp.

Trattasi di Lorenzo Gasperini, 35 anni, livornese: il nuovo responsabile nazionale per il programma di Futuro Nazionale, il partito fondato dal Generale Roberto Vannacci.

La nomina ufficiale è stata comunicata dal coordinatore nazionale Massimiliano Simoni il 19 aprile scorso.

Il suo compito, quindi, sarà centrale nella definizione delle tematiche più importanti del nuovo partito di destra che tanti grattacapi sta creando a Giorgia Meloni in vista delle prossime elezioni politiche.

Tuttavia, la figura di Gasperini, per ora, fa discutere più per i suoi post sui social network caratterizzati da linguaggio sessista, omofobo e ultracattolico, che per altro.

Molti di questi post sono stati pubblicati quando era consigliere della Lega prima a Cecina e poi alla Provincia di Livorno.

Vita privata e pubblica, cosa sappiamo di Lorenzo Gasperini

Lorenzo Gasperini è nato a Livorno e ha 35 anni. È laureato in lettere e filosofia.

Ora è uno degli uomini di Futuro Nazionale più ascoltatii dal Generale Vannacci. Ma la sua carriera politica è iniziata nella Lega, dove, sempre per il Carroccio, è stato prima consigliere comunale a Cecina e poi consigliere provinciale.

Parallelamente all'attività politica, Gasperini ha svolto il ruolo di consulente legislativo alla Camera per il partito di Matteo Salvini.

La sua nomina a responsabile del programma di Futuro Nazionale è stata annunciata con un articolo su Corriere Livornese il 19 aprile scorso.

Dagospia ha avuto già modo di definirlo "l'ideologo di Vannacci".

Non ci sono molte informazioni dettagliate sulla sua vita privata. Ma la sua immagine pubblica, negli anni, è stata costruita principalmente attraverso i suoi interventi sui social network e le sue posizioni politiche radicali.

Perché fa discutere un suo vecchio post sulle unioni civili e contro Maria Elena Boschi

La figura di Lorenzo Gasperini è particolarmente controversa per un post del 2017 contro Maria Elena Boschi, allora sottosegretaria del Governo Renzi, in risposta all'approvazione dei decreti sulle unioni civili.

Commentando il post di Boschi che celebrava l'approvazione del provvedimento ("Quello che era un sogno adesso è realtà"), Gasperini scrisse sulla sua bacheca Facebook:

virgolette
Finalmente ciucciare piselli guadagnandone un riconoscimento istituzionale non sarà più un privilegio di Ministri e Sottosegretari

Il post, screenshottato da vari utenti, fece il giro del web e provocò molte proteste contro il consigliere leghista per la frase sessista e omofoba.

Gasperini, che da sempre combatte quella che definisce "omodittatura", si difese dicendo:

virgolette
Non ho scritto che lei fa quel tipo di atto. Se ha la coda di paglia e si ritiene lesa mi può querelare. Nel caso delle unioni civili il riferimento alle abitudini sessuali è innegabile

Sta di fatto che proprio oggi, a riportare in "auge" questo post, è stata l'ex parlamentare Alessia Morani

I post social di Gasperini

Oltre a questo contro le unioni civili e Maria Elena Boschi, Gasperini ha pubblicato numerosi altri post shock:

virgolette
Bruciate il femminismo, il nichilismo, il '68 e ridateci il patriarcato, ora!

Era il novembre 2023. E si commentava l'omicidio di Giulia Cecchettin

Gasperini nel 2021, quand'era consigliere provinciale a Livorno, si schierò poi dalla parte dei no-vax:

virgolette
Un giovane sano che si vaccina dimostra debolezza, paura della morte, creduloneria, inferfità intellettuale... tutte caratteristiche che dovrebbero comportare come minimo l'esclusione dalla vita sessuale

Anche questo post provocò una valanga di commenti e la richiesta di autosospensione da parte dei vertici della Lega

virgolette
Al giorno d'oggi se non sei omosex e vaccinato non sei nessuno. Vieni discriminato 

Gasperini, in passato, si è espresso anche a favore della pena di morte per i pedofili e ha affermato che "la causa maggiore di femminicidio è l'aborto".

Nel 2024, infine, per aver detto che "l'Arcigay diffonde la cultura "finocchista" nelle scuole", è stato condannato per diffamazione.

 

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