17 Jun, 2026 - 18:34

Garlasco, paura per la madre di Andrea Sempio, ricoverata per overdose da farmaci: cos'è successo?

Garlasco, paura per la madre di Andrea Sempio, ricoverata per overdose da farmaci: cos'è successo?

Momenti di apprensione per Daniela Ferrari, madre di Andrea Sempio, unico indagato nella nuova inchiesta sull'omicidio di Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco il 13 agosto 2007. Secondo quanto reso noto da diverse fonti giornalistiche, e confermato in diretta televisiva alla trasmissione Dentro la Notizia su Canale 5 dall'avvocato Liborio Cataliotti, che difende il figlio, la donna sarebbe stata ricoverata d'urgenza nel pomeriggio del 17 giugno 2026 in seguito a un'overdose da farmaci. 

Cos'è successo a Daniela Ferrari? Il ricovero d'urgenza 

Ferrari sarebbe stata soccorsa dal personale del 118 presso la sua abitazione e trasportata all'ospedale di Vigevano, dove i medici l'avrebbero sottoposta a una lavanda gastrica in seguito a una sospetta overdose. Il Corriere della Sera fa sapere che le sue condizioni non desterebbero particolare preoccupazione. 

virgolette
Non sappiamo se si tratti di un gesto volontario o di un'assunzione errata di farmaci,

ha fatto sapere l'avvocato Liborio Cataliotti, che insieme alla collega Angela Taccia difende il figlio Andrea Sempio. Il legale, a Roma per assistere al verdetto della Cassazione sul caso Saman, in quanto difensore dello zio della 18enne, ha aggiunto:

virgolette
Come team difensivo ci siamo raccomandati che Andrea stia vicino alla mamma, la tranquillizzi e le dica che noi moltiplicheremo addirittura gli sforzi perché si dimentichi gli attacchi dei social, le lettere che riceve, le mail, perché spenga tutto, perché non è indagata e non è coinvolta. 

E ha infine invitato tutti ad "abbassare i toni". 

Le parole sul suicidio in un'intervista e il peso del caso

Nel corso di un'intervista rilasciata a Quarto Grado dopo l'avviso di conclusione delle indagini - poi estese fino a settembre - notificato al figlio, circa un mese fa, Ferrari aveva dichiarato:

virgolette
Neanche la morte mi fa paura sinceramente, neanche quella - disse - Forse sarebbe la cosa migliore per riposare. 

E aveva in qualche modo paventato l'idea di un suicidio. "Ti dico la verità, io ci ho pensato - le sue parole - Se dovessi fare una cosa del genere, cosa dicono? La mamma si è suicidata perché sa che il figlio è colpevole". 

La questione dello scontrino e le indagini sul figlio Andrea 

Nell'aprile 2025, davanti ai carabinieri che l'avevano convocata come testimone, la donna aveva accusato un malore. In questi mesi è stata tirata in ballo soprattutto in relazione allo scontrino del parcheggio di piazza Sant'Ambrogio presentato dal figlio come alibi nel 2008. Si tratta di un biglietto senza targa, con l'orario di fine sosta delle 11.18 che Sempio ha sempre dichiarato di aver ritirato quando, la mattina del 13 agosto, si recò a Vigevano per andare in una libreria che però trovò chiusa.

Dagli accertamenti degli inquirenti è emerso che il cellulare dell'indagato non avrebbe mai agganciato, quel giorno, celle diverse da quella di Garlasco. Al contrario, secondo i tabulati telefonici, a Vigevano potrebbe essere andata la madre, per incontrare l'amico pompiere in servizio con cui aveva avuto contatti la sera precedente. Contatti che generalmente c'erano appunto prima degli incontri, come confermato dall'uomo. 

Proprio lo scontrino - ritrovato, secondo Sempio, dalla madre all'interno dell'auto di famiglia e conservato "a futura memoria" - è tra gli elementi che i pm contestano al 38enne, accusato di aver ucciso Chiara Poggi dopo il rifiuto di un approccio sessuale. Lui si è sempre proclamato estraneo ai fatti. Tra le ultime mosse della Procura, la richiesta di una perizia psichiatrica per accertarne la capacità di intendere e di volere, ma anche l'eventuale pericolosità sociale.

Alberto Stasi, già condannato per lo stesso delitto - e secondo i pm innocente -, è intanto uscito dal carcere: il Tribunale di Sorveglianza di Milano, previo parere favorevole della Procura generale, guidata da Francesca Nanni, gli ha concesso - dopo la semibilibertà - l'affidamento in prova ai servizi sociali, che gli consentirà di arrivare al fine pena, fissato intorno al 2028, fuori dalla sua cella di Bollate. Il 42enne continuerà a lavorare per l'azienda in cui è impiegato da anni come contabile, a Milano. Ancora al vaglio l'ipotesi di una revisione processuale. 

LEGGI ANCHE
LASCIA UN COMMENTO

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.
I campi obbligatori sono contrassegnati con *

Sto inviando il commento...