19 Jun, 2026 - 16:55

Gli attacchi in Libano fermano i colloqui USA-Iran: raggiunto un accordo per il cessate il fuoco tra Hezbollah e Israele

Gli attacchi in Libano fermano i colloqui USA-Iran: raggiunto un accordo per il cessate il fuoco tra Hezbollah e Israele

Saltano i colloqui tra Stati Uniti e Iran previsti in Svizzera dopo la nuova escalation di violenze tra Hezbollah e Israele in Libano. La crisi sul campo complica il percorso diplomatico tra Teheran e Washington.

Colloqui USA-Iran annullati dopo gli attacchi tra Hezbollah e Israele

Dopo la firma del Memorandum d'intesa, che mira a concedere alle parti 60 giorni per negoziare un accordo permanente sul programma nucleare iraniano, il 19 giugno 2026 erano previsti in Svizzera i colloqui tra Stati Uniti e Iran.

I colloqui del 19 giugno sono stati annullati in seguito allo scambio di attacchi tra Hezbollah e Israele. Il gruppo libanese ha ucciso quattro soldati israeliani, mentre Israele ha condotto attacchi di rappresaglia nel sud del Libano e nella valle della Bekaa. Secondo il ministero della Salute libanese, almeno 18 persone hanno perso la vita e 33 sono rimaste ferite. Si tratta degli attacchi più violenti dall'entrata in vigore del cessate il fuoco.

In un comunicato, il ministro della Sicurezza Nazionale israeliano, Itamar Ben-Gvir, ha affermato:

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Con tutto il dovuto rispetto per gli americani, Israele deve chiarire al mondo intero che il sangue dei nostri figli e la sicurezza dei nostri cittadini non sono oggetto di contrattazione. Tutto il Libano deve bruciare.

Lo scambio di attacchi tra Israele e Hezbollah è continuato anche durante la giornata del 19 giugno.

Il memorandum firmato da Donald Trump

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha firmato il 17 giugno, alla Reggia di Versailles, il memorandum d'intesa. Questo accordo provvisorio prevede, tra le altre cose, anche l'apertura dello Stretto di Hormuz dopo circa quattro mesi di conflitto e la revoca da parte degli Stati Uniti del blocco dei porti iraniani.

Nella tarda serata del 18 giugno, un portavoce della Casa Bianca ha annunciato che il vicepresidente americano, JD Vance, non si recherà in Svizzera nella giornata successiva. Parallelamente, la Casa Bianca ha anche annunciato che gli Stati Uniti non vedono l'ora di "avviare i colloqui tecnici il prima possibile".

Una nuova ondata di escalation in Libano è iniziata all'inizio del mese di marzo in seguito agli attacchi di Hezbollah contro Israele per l'uccisione della Guida Suprema iraniana, l'Ayatollah Ali Khamenei, nei primi attacchi israelo-americani del 28 febbraio contro l'Iran. Israele ha risposto agli attacchi e pochi giorni dopo ha avviato un'operazione militare di terra nel Libano meridionale.

La situazione in Libano ha avuto un peso durante il periodo di cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran, entrato in vigore lo scorso 8 aprile, e durante i colloqui di pace. Il memorandum d'intesa prevede, infatti, la "cessazione definitiva" del conflitto in Libano e la garanzia dell'"integrità territoriale e della sovranità" del paese.

Cessate il fuoco tra Hezbollah e Israele: la conferma delle IDF

Secondo quanto riportato da Reuters, che ha citato un alto funzionario statunitense, Israele e Hezbollah hanno concordato un cessate il fuoco che avrebbe dovuto entrare in vigore a partire dalle 16:00, ora locale, del 19 giugno.

La BBC ha riportato che il portavoce delle Forze di Difesa Israeliane, Effie Defrin, ha confermato il cessate il fuoco in un comunicato:

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Siamo in un cessate il fuoco. Le IDF sono pronte a continuare a combattere se necessario.

Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei, ha affermato:

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Dato che la firma del testo del protocollo d'intesa è avvenuta in formato digitale il 18 giugno, non c'è urgenza di tenere l'incontro in Svizzera, ma stiamo pianificando di organizzarlo nei prossimi giorni.

Secondo il Ministero della Salute libanese, dall'inizio dell'ultima ondata di escalation almeno 3.912 persone hanno perso la vita e altre 11.699 sono rimaste ferite. Circa un milione di persone sono sfollate dalle proprie abitazioni.

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