Dichiarazioni destinate a riaprire il caso di cronaca più mediatico d'Italia. L’avvocato Claudio Salvagni, intervenuto nella trasmissione “Incidente Probatorio — Fatti di Nera” su Canale122, ha attaccato frontalmente l'intero impianto accusatorio contro Massimo Bossetti con parole durissime ed esplicite:
“Questo è un processo farsa, questo è un processo farsa e le cose che stanno per uscire andranno in quella direzione."
Durante la diretta, il legale ha denunciato l'uso mediatico del video del furgone come strumento di pura suggestione per condizionare l'opinione pubblica e la giuria popolare, mettendo in luce le macroscopiche contraddizioni delle indagini, a partire dai tabulati telefonici:
“...si doveva creare la suggestione che lo squalo, il predatore stesse girando intorno alla palestra in cerca della propria vittima e siccome c'era il furgone e c'era anche il DNA, la partita era chiusa. Questo era la logica di quell'inchiesta, ma si è rivelata fallace, si è rivelata fallace sotto il profilo dell'indagine tradizionale, perché non hanno trovato nulla, nulla, sono state citate le celle telefoniche: il telefono di Yara Gambirasio andava a nord-ovest e quello di Massimo Bossetti andava a sud-est, ma di che stiamo parlando?”
Salvagni ha poi espresso sdegno per il rifiuto sistematico di concedere perizie fondamentali alla difesa, come quella per misurare il passo del furgone sotto le stesse telecamere dell'epoca, negata per motivi di ordine pubblico per la chiusura di una strada:
“Nel processo a Massimo Bossetti non ne è stata fatta una, sebbene sia stata chiesta praticamente in ginocchio dall'imputato, che ha detto ‘fatemi fare la fate la perizia sul DNA, che quel DNA non è il mio e quando vi sarete resi conto che c'era un errore mi manderete a casa’.
Qual è quel pazzo che chiede insistentemente una perizia sul DNA sapendo che quello è il suo DNA?”
Il clamoroso intervento a Canale122 preannuncia ora imminenti sviluppi che promettono di scuotere le fondamenta stesse del verdetto giudiziario.
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