Il terremoto che ha colpito il Venezuela nelle scorse ore è uno degli eventi sismici più gravi degli ultimi decenni nel Paese sudamericano: le prime notizie parlano di due forti scosse, di magnitudo 7.2 e 7.5, con danni diffusi sia nella capitale Caracas che in diversi Stati provinciali.
Il bilancio è ancora in evoluzione, ma le fonti convergono su almeno 32 morti e circa 700 feriti, con il timore che i numeri possano salire nelle prossime ore anche con persone di origine italiane.
Secondo le ricostruzioni dei siti d’informazione, la prima scossa è stata registrata nel tardo pomeriggio di mercoledì 24 giugno, seguita da un secondo sisma ancora più forte dopo pochi secondi.
L’epicentro è stato localizzato nel nord-ovest del Paese, con effetti avvertiti anche a Caracas, dove sono crollati edifici e migliaia di persone sono scese in strada per la paura.
Le autorità venezuelane hanno proclamato subito lo stato di emergenza, mentre i media internazionali hanno confermato almeno 32 vittime e un numero molto alto di feriti, oltre a crolli e danni in varie zone urbane.
Il quadro più drammatico riguarda lo stato di La Guaira, indicato come l’area più colpita e non ancora incluso nel primo bilancio ufficiale delle vittime.
In alcune zone si segnalano edifici completamente collassati, voragini nelle strade e danni perfino all’aeroporto internazionale Simón Bolívar, che ha reso più difficile la gestione immediata dell’emergenza.
La dinamica del sisma, definita dall'agenzia Usa United States Geological Survey come una “sequenza sismica doppia di grave entità”, purtroppo, ha reso più complesso il lavoro dei soccorritori.
La presidente ad interim del Venezuela Delcy Rodríguez ha dichiarato lo stato di emergenza e ha chiesto al personale sanitario di presentarsi tutto al lavoro per assistere i feriti.
La risposta istituzionale, quindi, è partita subito dopo le scosse. I soccorritori ancora adesso stanno cercando molte persone rimaste tra le macerie.
Anche fuori dal Venezuela si sono attivati soccorsi abbastanza rapidi.
Il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha annunciato che l’Italia chiederà all’Unione Europea di attivare il meccanismo di Protezione civile per coordinare e finanziare gli interventi di emergenza, mentre l’Unità di crisi della Farnesina e l’ambasciata a Caracas stanno verificando che tutti i nosti connazionali stiano bene.
Per fortuna, i primi bollettini non danno vittime italiane. Ma l’efficacia degli interventi dipende ancora dalla possibilità di accedere alle aree più danneggiate e dalla valutazione completa dei crolli.
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