A oltre un anno e mezzo dal ritorno alla Casa Bianca, Donald Trump deve fare i conti con un calo del consenso nei sondaggi. Se durante la campagna elettorale il messaggio di "America First" aveva contribuito alla vittoria del 2024, oggi la guerra contro l'Iran, l'economia e le tensioni all'interno del movimento MAGA stanno mettendo sotto pressione la sua amministrazione.
Donald Trump ha trionfato alle elezioni del novembre 2024 e ha ottenuto un secondo mandato non consecutivo, forte anche della maggioranza repubblicana in entrambe le camere.
Due temi hanno avuto un peso particolare: economia e immigrazione.
Durante la campagna elettorale, “America First” non era solo uno slogan identitario ma il contenitore dei principali temi elettorali, oltre che una risposta al malcontento economico e sociale. Quindi non solo isolazionismo. Si trattava di uno slogan semplice ed efficace: prima gli interessi interni, poi il resto.
Trump ha insistito anche sul messaggio “niente nuove guerre” e sulla necessità di chiudere i conflitti in corso. “America First” così diventava anche meno impegni esterni e più priorità agli interessi interni.
Ormai sono passati più di un anno e mezzo dall’insediamento di Trump. Il tycoon è spesso al centro dell’attenzione internazionale, per le scelte di politica estera ma anche per quelle di politica domestica. Le azioni dell'amministrazione hanno già sollevato critiche da parte di personaggi di spicco della base MAGA ed ormai è un trend la sua crescente impopolarità nei sondaggi.
Un recente sondaggio Reuters/Ipsos ha rivelato che l’indice di gradimento di Trump è sceso al 34 per cento. Si tratta del livello più basso della popolarità di Trump in questo secondo mandato. All’inizio del suo mandato, l’indice di gradimento di Trump era al 47 per cento.
L’indagine offre anche uno sguardo sul peso della guerra contro l’Iran sull’opinione pubblica americana. Solo un americano su quattro ritiene che il conflitto sia valso la pena. La maggioranza degli intervistati teme che la tregua difficilmente durerà.
Solo il 23 per cento degli americani ritiene che gli Stati Uniti si trovino ora in una posizione più forte nei confronti dell’Iran rispetto a prima della guerra. Circa il 35 per cento degli intervistati pensa che si trovino in una posizione più debole. Inoltre, l’indice di gradimento di Trump sulla gestione del costo della vita è sceso al 22 per cento.
Il calo di popolarità di Trump e il gradimento sui temi chiave potrebbero complicare il mantenimento della maggioranza al Congresso, fondamentale per portare avanti la sua agenda ed evitare che la storia si ripeta. Basti ricordare che durante il primo mandato Trump iniziò con un forte mandato e con la maggioranza in entrambe le camere ma nelle midterm del 2018 i repubblicani persero la maggioranza alla Camera.
A questo si aggiunge il recente voto sui poteri di guerra del presidente. Al Senato, quattro repubblicani hanno votato insieme ai democratici. Sebbene non abbia un peso legale, il voto ha inviato un messaggio significativo a Trump sul tema della guerra.
Inoltre, anche l’accordo provvisorio raggiunto tra Iran e Stati Uniti ha suscitato un’ondata di critiche bipartisan. Trump quindi deve convincere la propria base sulle politiche della sua amministrazione.
Sembra che Trump debba anche ricucire i rapporti con la base MAGA. Prima Tucker Carlson, commentatore televisivo, poi Marjorie Taylor Greene, l’ex deputata statunitense e fedelissima di Trump, hanno preso le distanze dal partito repubblicano. Le posizioni di queste due figure di spicco hanno già alimentato contrasti con Trump negli ultimi mesi ma il loro allontanamento dal Partito repubblicano ha aumentato ulteriormente l’attenzione sulle divisioni interne del partito.
Ciò rappresenta anche un motivo di delusione per i sostenitori di “America First”, talvolta etichettati dall’establishment del partito come dissidenti ma potrebbe anche indebolire le posizioni di Trump in vista delle midterm. Si apre così il rischio che una parte della sua base scelga di astenersi dal sostenerlo alle elezioni di medio termine.
Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.
I campi obbligatori sono contrassegnati con *