"Ragazze è l'ora del sesso", simulando il gesto di suonare una campanella. E ancora: pacche sui glutei, battute sul colore della pelle, scherzi considerati decisamente fuori luogo. Un manager di Balenciaga, tra le case di moda più celebri al mondo, è stato licenziato in tronco: una decisione confermata dal Tribunale civile di Firenze nei giorni scorsi.
Tutto è nato da un'indagine interna dell'azienda per valutare l'ambiente di lavoro, al quale sono seguite le testimonianze delle lavoratrici, rilasciate senza la presenza del loro superiore.
Secondo quanto emerso, il manager da circa 250 mila euro di retribuzione annua, assunto nel 2015 nella sede di Scandicci e che nel tempo aveva ricevuto una serie di promozioni, era stato avvisato di un procedimento disciplinare nei suoi confronti da parte dell'azienda nel 2023.
Dopo l'indagine interna della maison e le testimonianze di sette lavoratrici, il 40enne era stato licenziato in tronco. I suoi comportamenti erano stati considerati "lesivi e offensivi della dignità personale" dalla società, e in totale "spregio della professionalità delle colleghe".
Assistito dall'avvocato Federico Veneri, il manager aveva poi impugnato il provvedimento. I giudici hanno rigettato il suo ricorso, confermando la decisione di Balenciaga.
Sarebbero diciotto le condotte contestate al dirigente, tra il 2021 e il 2023, come sottolinea Il Corriere Fiorentino. Oltre all'episodio della campanella, che avrebbe rivolto alle colleghe del suo team, in due occasioni avrebbe sferrato delle pacche sui glutei. A un'altra sottoposta avrebbe fatto battute sul colore della pelle.
Durante una riunione, in particolare, le avrebbe chiesto: "Perché sei così scura? Sei marocchina?", e dopo la risposta "No, io sono ebrea" avrebbe risposto dicendo: "È vero che tra ebrei avete rapporti sessuali con un lenzuolo con un buco?"
Tutto è nato, come si legge nella sentenza del Tribunale civile di Firenze, dopo un ’listening survey’. I risultati dell'area da lui diretta, che facevano emergere un punteggio bassissimo nella categoria 'assenza di discriminazione', hanno portato le risorse umane ad avviare ulteriori accertamenti. Tra questi, incontri individuali con il personale femminile, una decina di lavoratrici, senza la presenza del loro superiore.
Oltre a battute a sfondo sessuale, non avrebbe risparmiato le lavoratrici neanche per le offese sul peso. Avrebbe invitato una di loro, dopo averla apostrofata con la frase "tu mangi in continuazione", a pesarsi in ufficio tutti i giorni. In un caso avrebbe legato "a una sedia con un elastico" un'altra collega.
Un’altra volta, invece, avrebbe riservato una "indesiderata confidenza fisica" nei confronti delle colleghe, come "massaggi alle spalle e al collo e baci".
Le sette donne che sono state sentite durante il processo hanno confermato questa situazione di molestie e comportamenti offensivi. Non sono bastate le testimonianze della moglie del 40enne e della sua migliore amica a ribaltare la situazione.
Secondo la difesa dell’uomo, le accuse sarebbero state "tardive e pretestuosamente ricostruite a posteriori" con l'obiettivo di "liberarsi di un dirigente scomodo".
L’avvocato Veneri ha annunciato che farà ricorso contro la sentenza, come ha evidenziato a La Nazione.
La società Balenciaga, tramite l'avvocato Marco Maniscalco, ha dichiarato al quotidiano di non voler commentare la sentenza.
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