04 Jul, 2026 - 18:20

Il problema altitudine allo stadio Azteca e come l'Inghilterra pensa di risolverlo

Il problema altitudine allo stadio Azteca e come l'Inghilterra pensa di risolverlo

Per l'Inghilterra non sarà una partita semplice. Non tanto per il momento straordinario del Messico, e nemmeno per lo scarso feeling della nazionale di Tuchel, salvata in extremis dal solito Harry Kane. Gli ottavi di finale dei Mondiali a Città del Messico si preannunciano più complicati del previsto a causa di un ospite indesiderato: l'altitudine. L'impianto a 2.240 metri sul livello del mare rischia di essere una vera roccaforte per la nazionale messicana, che partirà con un vantaggio non da poco. Un alleato apparentemente impercettibile che, però, potrebbe avere un peso decisivo.

Tuchel ne è consapevole e in questi giorni ha provato a trovare una soluzione rapida. Difficile però riuscirci. “Sarà un grande svantaggio per noi, perché non riusciremo ad adattarci”, ha tuonato il ct dell'Inghilterra e la sensazione è che le sue non siano dichiarazioni di facciata né tantomeno un modo per mettere le mani avanti. D'altronde il problema è reale e, se sommato a un Messico che non ha ancora subito gol in questi Mondiali, lo scenario diventa a dir poco allarmante.

Perché giocare a 2.240 metri cambia tutto

Lo stadio Azteca sorge a 2.240 metri sul livello del mare, altitudine che rende la sfida diversa rispetto a qualsiasi altra. A queste quote l'aria è più rarefatta e, a ogni respiro, l'organismo riceve meno ossigeno. Per chi non è abituato significa dover lavorare molto di più per mantenere gli stessi ritmi, gestendo il proprio corpo in maniera diversa. La conseguenza più evidente è la fatica. Il cuore aumenta la frequenza dei battiti, il recupero dopo gli sprint diventa più lento e anche la disidratazione arriva prima.

Nei primi minuti il divario può sembrare impercettibile, ma con il passare del tempo lo sforzo tende ad accumularsi e la differenza di abitudine può incidere in maniera decisiva. Anche il pallone si comporta in modo leggermente diverso. La minore densità dell'aria riduce la resistenza aerodinamica rendendo meno prevedibili i lanci lunghi, i cambi di gioco e i tiri dalla distanza. Un altro dettaglio con cui Kane e compagni saranno costretti a fare i conti. 

Il vantaggio del Messico e il poco tempo per adattarsi

Se per l'Inghilterra l'altitudine rappresenta un'incognita, per il Messico è un chiaro vantaggio. La nazionale di casa ha già disputato gran parte del proprio percorso mondiale a Città del Messico e conosce bene i ritmi richiesti dall'Azteca. L'Inghilterra avrà pochissimo tempo per acclimatarsi dopo aver lasciato il ritiro negli Stati Uniti.

Gli studi sull'allenamento in quota indicano che per un adattamento completo servirebbero almeno una o due settimane, tempo necessario affinché il corpo inizi a produrre un maggior numero di globuli rossi e migliori il trasporto dell'ossigeno. Un margine che, durante un Mondiale, non può esistere. Il vantaggio dei messicani, perciò, non dipenderà soltanto dalla spinta del pubblico, ma anche dalla gestione dei novanta minuti sotto tutti i punti di vista.

Cosa può fare l'Inghilterra

La gestione delle energie sarà uno degli aspetti più importanti della partita. È probabile che l'Inghilterra scelga di abbassare i ritmi in alcuni momenti, cercando di conservare il possesso del pallone ed evitando un pressing che rischierebbe di prosciugare le energie troppo presto. Anche le sostituzioni potrebbero avere un ruolo ancora più importante del solito, così come l'idratazione e il recupero tra un'azione e l'altra. 

In queste ore è emersa anche una curiosità che ha fatto sorridere. Alcuni media inglesi hanno ipotizzato il possibile utilizzo del Viagra come fonte d'aiuto. Il farmaco, infatti, favorisce la dilatazione dei vasi sanguigni e potrebbe ridurre i problemi legati alla scarsa disponibilità di ossigeno in alta quota. Una suggestione che conferma quanto il problema sia reale, tanto da indurre a ipotesi fantasiose che poco hanno a che fare con il calcio.

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