La riapertura delle indagini sull’omicidio di Garlasco, a 18 anni dal delitto, ha portato a un’ipotesi diversa rispetto alla verità giudiziaria. Andrea Sempio avrebbe ucciso Chiara Poggi dopo un rifiuto legato a un approccio sessuale, innescato dalla visione di un video intimo che avrebbe alimentato un’ossessione crescente per la vittima. Ne è convinta la Procura di Pavia, che nelle scorse settimane ha svelato il quadro indiziario a carico dell'indagato.
"La dimensione sessuale ricopre un ruolo centrale, questo è chiaro" sottolinea il dottor Simone Borile, criminologo, antropologo, psicologo e giudice esperto del Tribunale di Sorveglianza di Venezia, intervistato da TAG24.
La Procura dipinge "un quadro psicologico caratterizzato da un loop mentale in cui il soggetto avrebbe sviluppato nei suoi pensieri questo forte desiderio immaginifico nei confronti della vittima". Tuttavia, ciò non lo rende un criminale, tiene a sottolineare, spiegando come il filmato intimo sia, per i pm, "un trigger emotivo da cui sarebbe nata poi un'eziopatogenesi dell'ossessione".
Sulle intercettazioni emerse nelle ultime settimane, in particolare in merito ai soliloqui in cui Sempio sembra riferirsi alla scena del crimine o al presunto filmato intimo di Chiara e Alberto, Borile sottolinea che "non dobbiamo mai e poi mai processare i pensieri, perché altrimenti è un problema per tutti. Il pensiero è una cosa, l'azione è un'altra: ciò che noi dobbiamo fare è integrare quel pensiero all'interno di un contesto complessivo".
All'interno dell'informativa dei Carabinieri di Milano, oltre alle intercettazioni, compaiono anche i diari dell'indagato, le ricerche online, i messaggi lasciati sul forum della seduzione e altri elementi che gli investigatori ritengono collegati al delitto.
"Sempio è probabilmente prigioniero di un 'loop mentale', quello che viene definito sovraccarico cognitivo, cioè un pensiero molto ricorsivo, persistente e intrusivo. E questo genera un'implosione, un profondo disagio che tende a esternalizzare attraverso le verbalizzazioni e la cristallizzazione della scrittura. Quindi ha necessità di tirare fuori questi pensieri".
Borile osserva inoltre cosa comunicano i testi scritti dall'indagato: "Sovrappone due livelli: il passato, segnato dalla ruminazione, e il futuro. Nel diario oscilla tra la prima e la terza persona: 'Voglio essere libero, voglio essere una brava persona'. A volte dice: 'Faccio schifo'".
Sul tema della possibile presenza di più persone sulla scena del crimine - ipotesi di cui si è molto discusso nei mesi scorsi, ma esclusa dalla Procura di Pavia, almeno per il momento - il criminologo Borile offre un'immagine emblematica.
"Io ho metaforizzato la scena di Garlasco come una casa con moltissime porte e moltissime stanze. La Procura ha deciso di fornirci una chiave e questa chiave apre una porta per entrare in una stanza che è quella dell'autore del reato. Ma ce ne sono altre ancora da conoscere e la Procura ha deciso di non fornirci quelle chiavi".
Secondo Simone Borile, i 21 indizi a carico di Andrea Sempio individuati dai pm pavesi sono sufficienti per un rinvio a giudizio. "Il movente, la sua ossessione, la ricostruzione della dottoressa Cattaneo, l'impronta 33 con un certo numero di minuzie, il DNA nell'aplotipo Y della sua linea patrilineare. Ma è al processo che si giocherà la vera partita".
Secondo l'esperto "ci saranno sorprese, moltissime altre, ne sono convinto".
L'intervista integrale a Simone Borile sul canale YouTube di Tag24
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