Aurelio e Luigi De Laurentiis sono indagati dalla Procura di Bari nell'ambito dell'inchiesta sulle manovre del Bari. I magistrati contestano, a vario titolo, i reati di false comunicazioni sociali e bancarotta fraudolenta impropria, mentre la Guardia di Finanza ha eseguito perquisizioni nelle sedi del Bari, del Napoli e della Filmauro.
L'indagine nasce dagli accertamenti sui bilanci del club pugliese, che negli ultimi anni avrebbe accumulato perdite per circa 30 milioni di euro, oltre a un pesante indebitamento e a un rilevante deficit patrimoniale. Secondo gli inquirenti, la società si trovava in una situazione di forte squilibrio economico e finanziario, aggravata da una serie di operazioni considerate meritevoli di approfondimento. Tra queste c'è anche il trasferimento del portiere Elia Caprile dal Bari al Napoli, uno degli aspetti centrali dell'inchiesta.
L'indagine riguarda la gestione del Bari e, in particolare, il bilancio del 2024 e alcune operazioni. La Procura ipotizza le false comunicazioni sociali e la bancarotta fraudolenta impropria, contestata sotto diversi profili. L'attenzione degli inquirenti si concentra soprattutto sull'operazione che ha portato Elia Caprile dal Bari al Napoli nell'estate del 2023 per circa 2,2 milioni di euro.
Secondo la ricostruzione, il Bari aveva acquistato il portiere dal Leeds prevedendo un bonus in caso di futura rivendita. Nella successiva cessione al Napoli, però, non sarebbe stata inserita alcuna clausola che garantisse al club pugliese una percentuale su un'eventuale futura plusvalenza. Caprile è stato poi ceduto al Cagliari in un'operazione dal valore di circa 8 milioni di euro. Per gli investigatori, se il Bari avesse mantenuto una quota sulla futura rivendita, avrebbe potuto ottenere ulteriori ricavi in un momento di forte difficoltà economica.
Nel provvedimento, inoltre, si evidenzia che nei bilanci del Bari sarebbero stati riportati fatti non corrispondenti al vero, omettendo informazioni considerate necessarie per accertare la situazione economica e finanziaria della società. Tra gli elementi contestati figurano anche la mancata indicazione della natura infragruppo dell'operazione e i criteri usati per determinare il prezzo della cessione. Al momento si tratta solo di ipotesi investigative e le eventuali responsabilità dovranno essere accertate nel corso del procedimento.
L'indagine non comporta conseguenze automatiche per il Napoli, ma la vicenda potrebbe avere sviluppi anche sul piano della giustizia sportiva. Gli atti dell'inchiesta rischiano di essere trasmessi alla Procura Federale della FIGC, che valuterà l'apertura di un procedimento autonomo. L'attenzione si concentrerebbe sull'operazione Caprile e sull'eventuale vantaggio che il Napoli avrebbe ottenuto dal trasferimento con il Bari, società appartenente allo stesso gruppo familiare.
Qualora venissero accertate violazioni del Codice di Giustizia Sportiva, in particolare dei principi di lealtà, correttezza e probità previsti dall'articolo 4, il club partenopeo potrebbe andare incontro a sanzioni. Per questo non è possibile escludere un'ammenda o addirittura la penalizzazione in classifica nei casi più gravi. Tutto dipenderà chiaramente dagli sviluppi delle indagini.
Sul piano della giustizia ordinaria, Luigi e Aurelio De Laurentiis dovranno affrontare l'inchiesta della Procura di Bari. Se le accuse dovessero trovare conferma e arrivare a una condanna definitiva, potrebbero essere chiamati a rispondere dei reati contestati. Per il reato di false comunicazioni sociali la legge prevede pene detentive che, nelle ipotesi più gravi, possono arrivare fino a cinque anni di reclusione, oltre a possibili interdizioni dagli uffici direttivi delle imprese.
La bancarotta fraudolenta, invece, è punita con pene più severe e può comportare una reclusione da tre a dieci anni, oltre a sanzioni accessorie come l'inabilitazione all'esercizio dell'attività imprenditoriale. Per il Bari, invece, la Procura ha chiesto l'apertura della liquidazione giudiziale. Sarà il Tribunale a stabilire se sussistano i presupposti per accertare lo stato di insolvenza della società e avviare la procedura prevista dalla legge.
Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.
I campi obbligatori sono contrassegnati con *