07 Jul, 2026 - 12:56

Inchiesta ultrà, cos'ha detto il pentito Marco Ferdico: le rivelazioni su Dimarco e gli affari delle Curve

Inchiesta ultrà, cos'ha detto il pentito Marco Ferdico: le rivelazioni su Dimarco e gli affari delle Curve

Dopo Andrea Beretta, anche Marco Ferdico, un altro dei capi della curva  nerazzurra arrestati per l'omicidio di Vittorio Boiocchi avvenuto nel 2022, si è pentito e ha iniziato a collaborare con la giustizia.

Sono emerse così nuove clamorose rivelazioni sulle infiltrazioni della 'ndrangheta all'interno delle curve di San Siro. Ferdico avrebbe reso tre verbali di interrogatorio tra maggio e giugno 2026, nell'ambito di un'attività integrativa d'indagine nell'inchiesta "Doppia Curva". 

Inchiesta ultrà a San Siro: cosa ha detto Marco Ferdico, oggi collaboratore di giustizia

Nel processo per l'agguato mortale a Boiocchi del 29 ottobre 2022, lo scorso 27 maggio Marco Ferdico aveva dichiarato: "Mi prendo le responsabilità e sono completamente colpevole", ma "non chiedo scusa alla famiglia Boiocchi. Lo trovo ipocrita, non c'è scusa e non c'è perdono per quello che ho fatto".

Il 30 maggio 2026, Ferdico viene sentito dai pm milanesi Paolo Storari e Stefano Ammendola, insieme al collega della Dna Giovanni Musarò, per il primo di una serie di interrogatori. Viene ascoltato nuovamente il 9 e il 22 giugno.

Ferdico ha ricostruito come è stato progettato l'omicidio Boiocchi, per per il quale è in corso il processo a Mauro Nepi, l'unico imputato che verrà giudicato con rito abbreviato. 

"Era impaziente di eseguirlo. Più volte veniva da me dicendo 'quando lo facciamo?' E lo stesso faceva con Beretta", ha rivelato Ferdico, secondo il quale l'unico fine del co-imputato fosse "la possibilità di ricavare degli utili dalla gestione della curva, pertanto non credo che Nepi abbia avuto un ruolo secondario nell'omicidio Boiocchi".

Questo suo contributo si sarebbe concretizzato dapprima nel procurare al gruppo una moto da usare per l'omicidio: soluzione poi scartata. E in seguito a rendersi "disponibilissimo a mandare messaggi agli esecutori dell'omicidio quando Boiocchi partiva dallo stadio per andare a casa".

Le rivelazioni sul difensore dell'Inter Dimarco

Per il ventesimo scudetto,ha aggiunto Ferdico, il difensore dell'Inter Andrea Dimarco "era pronto a regalare a me, a Bellocco e a Beretta tre anelli con brillante".

Nel verbale, che contiene molti 'omissis', si legge che sarebbe andato a parlare con il manager del difensore, il quale "si lamentava con me in quanto Dimarco voleva un coro nuovo per lui. Si lamentava che mentre quello fatto a Calhanoglu era particolarmente bello quello suo lo era meno e ciò lui non lo meritava in quanto era di Milano e giocava da tanti anni nell'Inter".

Ai magistrati l'ex capo ultrà oggi pentito ha parlato di "ottimi rapporti con Calhanoglu, con cui avevo progettato di andare a fare le vacanze insieme, ero andato da lui in Germania per vedere una partita Olanda-Turchia e lui mi ha pagato tutto, compreso l'albergo".

L'ombra dell'ndrangheta anche dietro gli ultrà rossoneri

Ferdico, nei suoi interrogatori, ha anche parlato di un accordo stipulato tra le due Curve milanesi in occasione della semifinale di Champions 2023.

"Se non piove, pioviggina" sarebbe stata la frase del benestare da parte di Rosario Trimboli, presunto narcotrafficante con legami con la 'ndrangheta.

Sarebbe stato lui a proporre all'ex capo ultrà del Milan Luca Lucci di dividere l'incasso della finale. L'accordo sarebbe stato questo: "Chiunque vince ci dà la fresca all'altro: chi va in finale dà il 30% dell'incasso all'altro".

Prima di accettare, però, Lucci avrebbe avuto bisogno dell'ok di "qualcuno che gli parava i fulmini", secondo Ferdico: probabilmente Sarino Trimboli: "Era un po' il nostro Bellocco", dice, riferendosi al capo dell'omonimo clan di 'ndrangheta, entrato nel direttivo ultrà dell'Inter e ucciso nel 2024 dallo storico capo della Curva Nord, Andrea Beretta.

Ferdico ha raccontato anche dell'accordo tra Curve sulla birra allo stadio. Con l'aumento del prezzo al bancone, Lucci avrebbe bloccato tre bar a San Siro, vietando ai tifosi della Curva Sud di comprare da bere. 

Beretta sarebbe intervenuto, mediando con il gestore dei bar, che, in cambio del via libera ai tifosi a bere durante le partite, gli "avrebbe dato o dei free drink per gli ultrà, che poi si sarebbero rivenduti per creare introito o direttamente dei soldi".

Soldi che le tifoserie si sarebbero spartite, a partire dalla stagione 2020/2021. Ossia "da quando Beretta e Boiocchi hanno preso la curva. Il tempo d'ambientarsi, di fare due chiacchiere con i baristi e poi è partita la canzone". 

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