Stati Uniti e Russia unite dal comune obiettivo di strangolare l'Europa. È questo lo scenario che emerge anche da alcuni dei famigerati Epstein files.
Non è una storia nuova. In pratica, come riportato l'altro giorno anche dal sito Dagospia, è almeno dal summit di Helsinki del 2018 che la disgregazione dell’Unione Europea è diventata un obiettivo condiviso tra il presidente russo Vladimir Putin e l’amministrazione Trump.
E questo si è svelato con una serie di iniziative coordinate per indebolire le istituzioni di Bruxelles e favorire tutte le cosiddette forze sovraniste in Europa.
In primis, sovvenzionando tutti i partiti anti-sistema. Di destra e sinistra radicale. E con un nome che spicca su tutti: quello di uno dei massimi teorici del movimento Maga: Steve Bannon.
Dal 2018 ad oggi, viene ricostruito un quadro in cui la guerra ibrida di Usa e Russia contro l'Europa è senza esclusione di colpi.
In pratica, almeno da otto anni a questa parte, tutti i principali eventi politici registratisi nel Vecchio Continente sono stati determinati anche con lo zampino degli uomini che rispondono a Trump e Putin, i quali, quando si sono messi in azione, hanno trovato un ventre molle proprio da noi, in Italia.
Ma i nemici dell'Europa come si sono mossi?
In primis, costruendo reti politiche e finanziarie a sostegno dei partiti e dei leader di estrema destra: Matteo Salvini, Marine Le Pen, Nigel Farage, i tedeschi dell'AfD, gli spagnoli di Vox, sarebbero stati tutti beneficiati dalla nuova versione dello Zio Sam, con l’obiettivo di far implodere l'Unione Europea.
Ma cosa c'entrano in questa vicenda gli Epstein files? La risposta è facile: questi files conterrebbero anche rivelazioni su scambi di mail e piani di finanziamento.
In particolare, in uno di questi, Bannon dichiara esplicitamente la sua missione in Italia: sostenere liste e campagne elettorali dei leader sovranisti.
Sempre nei famigerati Epstein files, poi, si fa riferimento al 2019. In quell'anno, quando si votava per le Europee, ci sono state indicazioni esplicite per indirizzare risorse economiche verso Le Pen e Salvini al fine di rafforzarne le candidature.
Missione, in Italia, pienamente riuscita se si pensa che in quell'occasione la Lega segnò il suo massimo storico: balzò al 34,2% e divenne il primo partito italiano.
Da quel momento in poi, i contatti tra ambienti vicini a Trump e varie sigle populiste europee si sarebbero fatti sempre più frequenti.
Ma perché proprio l'Italia sarebbe stata uno dei Paesi più esposti alle contaminazioni Usa e russe?
Persino la crisi del Papeete, quella scatenata da Salvini che portò alla fine del primo governo di Giuseppe Conte non sarebbe stata che il frutto delle spinte sovraniste per destabilizzare i governi europei.
Qualche tempo dopo, del resto, a Montecitorio echeggiò il commento dell’ex presidente del Consiglio Mario Draghi che denunciava "un’opera sistematica di corruzione russa":
Gli anni della pandemia non fecero altro che acuire il problema delle ingerenze Usa e russe in Europa. Ma è stato nel 2025, in occasione della Conferenza di Sicurezza di Monaco che il movimento pro‑Trump viene presentato apertamente in chiave anti‑UE. Per bocca dello stesso vicepresidente americano, J.D. Vance. Il quale denunciò addirittura la presunta erosione di libertà fondamentali da parte dei governi europei, accusati anche di gestire male l’immigrazione.
In questo paradossale gioco delle parti, poi, si sarebbe ritagliato un ruolo molto importante anche Elon Musk, fino a sostenere apertamente l'AfD in Germania.
Ma non solo lui: stando al Financial Times, vari funzionari americani avrebbero avuto diversi incontri in Europa per "promuovere valori e interessi americani".
Il tutto mentre spuntavano finanziamenti opachi e donazioni anonime a favore dei partiti antisistema di estrema destra.
A tal proposito, ora, in Italia, tutti gli occhi sono puntati su Futuro Nazionale. Il boom del partito di Vannacci rimanda anche alla raccolta di finanziamenti da privati e imprese.
Qualcuno sta sovvenzionando i futuristi con la speranza di avere un tornaconto in Italia?
Il Generale, ospite ieri sera a In Onda, la trasmissione di Aprile e Telese su La7, sui titoli di coda, ha risposto anche a questa domanda con riferimento alla Russia di Putin. Però, come sottolineato da Carlo Calenda in un post, è rimasto alquanto sul vago:
Ora: grazie ai pacchetti di sanzioni Ue al Cremlino, è proibito per qualsiasi formazione politica europea ricevere dei finanziamenti da Mosca. E poi: sempre a livello europeo, è stata avviata un’indagine parlamentare nei confronti del gruppo "Europa delle nazioni sovrane" (gruppo di cui fa parte Vannacci) per verificare bene proprio le fonti di finanziamento e la conformità di questi ultimi ai valori dell’Unione Europea. Per Bruxelles, non è vero che il denaro non ha odore.
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