Dagospia la metterebbe così:
In effetti, la notizia è di quelle clamorose. Eccola: il Generale Roberto Vannacci e l'ex grillino Alessandro Di Battista starebbero costruendo un'alleanza. Nei giorni scorsi, a Roma, si sarebbero persino incontrati. A fare da pontiere, l'ex sindaco della capitale Gianni Alemanno.
Il leader di Futuro Nazionale e quello dell'associazione "Schierarsi" si sarebbero dati l'obiettivo di costruire un polo sovranista ed euroscettico.
Un polo, quindi, che andrebbe al di là dei classici recinti della destra e della sinistra.
Del resto, questo tipo di operazione non costituirebbe una novità assoluta sotto il cielo della politica europea: in Germania, il dialogo tra il partito di estrema sinistra di Sahra Wagenknecht (BSW) e l’estrema destra di Alternative für Deutschland (AfD) non è già ben avviato?
E poi: il Generale, in Italia, non pesca anche tra gli ex grillini? E Dibba non era uno dei massimi apostoli del Movimento Cinque Stelle delle origini, quello "né di destra né di sinistra"?
La notizia dell'incontro tra i due è stata rilanciata lo scorso 4 luglio da "Il Ribelle", un giornale online diretto da Alex Grassi molto informato sul mondo vannacciano. Tant'è che su Instagram è seguito anche da giornalisti come Giuseppe Cruciani e Mario Adinolfi. Ma soprattutto da Camelia Mihaelescu, la moglie di Vannacci. La quale non lesina qualche "mi piace" rivelatore.
E allora: allacciate le cinture di sicurezza, che la prossima campagna elettorale può essere davvero esplosiva.
Il 4 luglio, dicevamo. A sganciare la bomba è stato "Il ribelle":
Il riferimento, naturalmente, è alle prossime elezioni politiche.
Nel caso in cui il centrodestra di Giorgia Meloni decidesse di far a meno di Futuro Nazionale, il Generale ha già pronto il piano B: correre da solo. Ma, nello stesso tempo, giocando di sponda con "Schierarsi", l'associazione di Alessandro Di Battista che, secondo le indiscrezioni dei giornali, è sempre più convinta di scendere in campo con una sua lista.
Le opzioni dell'alleanza sono diverse. La più suggestiva è quella di costruire addirittura un polo a sé stante. Sarebbe il quarto dello scenario politico italiano, dopo quelli classici del centrodestra e del centrosinistra e del Terzo Polo centrista di Calenda e Marattin.
Quello di Vannacci e Di Battista sarebbe il polo rosso-bruno, sovranista e antieuropeista.
Fantapolitica? Chi segue da vicino le mosse del Generale Vannacci è convinto del contrario.
ha scritto "Il ribelle". Del resto, il feeling tra Dibba e Alemanno risale al padre del grillino, storico esponente dell'Msi. E i due, ha sottolineato ancora la testata di Grassi, "hanno già fatto fronte comune sul tema della guerra a Gaza e del No all'invio di armi in Ucraina".
E insomma: se son rose, fioriranno. E Putin sarà contento.
Ma come mai sarebbe scoppiato quest'amore, per i più insospettabile, tra Roberto Vannacci e Alessandro Di Battista? Beh: nulla capita per caso. Nemmeno i colpi di fulmine.
Ci sarebbero, infatti, alcuni sondaggi secondo i quali Di Battista in campo varrebbe quasi come Vannacci. Insieme, potrebbero arrivare anche a superare il 15%.
ha gioito "Il ribelle".
Se davvero l'operazione dovesse andare in porto, per le prossime elezioni, il quadro politico italiano sarebbe completamente sconvolto, con gli italiani che potrebbero scegliere tra ben quattro poli, se non addirittura cinque: quello del centrodestra, quello del Campo largo (o come si vorrà chiamare), quello liberale e di centro di Calenda e Marattin, quello rossobruno di Vannacci e Di Battista e quello di estrema sinistra, con Potere al Popolo e la galassia di sigle che non accetterebbero di far parte di una coalizione con Vannacci.
Ma tant'è: accanto al Generale, potrebbe correre benissimo Democrazia Sovrana e Popolare, che a fine mese va a congresso proprio per decidere cosa fare da grande dopo che Marco Rizzo ha già fatto sapere di avere un'interlocuzione con Vannacci. E ci potrebbe stare persino Agorà del professor D'Orsi, visto che, nel nome dell'antimilitarismo pro-Nato e del No agli aiuti all'Ucraina, ha saputo conquistare simpatie anche da destra. Un nome su tutti, quello di un altro storico: Franco Cardini.
E comunque: "Il ribelle" si è spinto finanche a ipotizzare una stretta di mano tra il Generale Vannacci e lo "Sceriffo" di Salerno (ma con un largo seguito in tutta la Campania) Vincenzo De Luca.
Il 2 luglio, però, riferendosi a un sondaggio che darebbe Futuro Nazionale a doppia cifra, ha mandato anche un forte segnale di apertura a Giorgia Meloni:
E insomma: la formula auspicata era questa:
Camelia Mihailescu in Vannacci, come si vede, ha messo mi piace sotto questo post.
Poi, però, ci sarebbe stata una cena che potrebbe aver messo le basi per far saltare il banco. O quantomeno per avvisare i naviganti: il Generale ha anche un piano B. Con il "Che Guevara" di Roma Nord.
Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.
I campi obbligatori sono contrassegnati con *