10 Jun, 2019 - 15:56

#stophatespeech (B.Volpi): "Le parole di cattiveria istigano a fare...

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#stophatespeech: l'AGCOM ha presentato il regolamento contro i discorsi d'odio, era ora! Sarà efficace? Senza sanzioni probabilmente no. Le audience radiofoniche, i lettori dei quotidiani, ne subiscono inconsapevolmente gli effetti, quali? "Attraverso la cattiveria si cerca di istigare le persone a fare lo stesso - ha osservato Barbara Volpi, a Tutto in Famiglia, su Radio Cusano Campus - le parole sono sassi che non possono tornare indietro, e infrangendosi si frantumano."

L'odio nel web

E’ necessario soffermarsi a riflettere sulle parole che scegliamo nell’eloquio con gli altri: raccontano le emozioni che viviamo, somigliano alla condizione psicologica di quel determinato momento. "In internet, ad esempio, dovrebbe esserci rispetto ed educazione - ha aggiunto Barbara Volpi, collaboratrice con il Dipartimento di Psicologia Dinamica e Clinica presso l'Università La Sapienza di Roma - con l'hate speech succede esattamente il contrario, gli adolescenti proiettano nello schermo le loro fragilità, deridono, penso al cyberbullismo: è un dilagante fenomeno di mancanza di empatia, incapacità di gestire le emozioni." #stophatespeech: cosa significa esternare odio nel parlare con gli altri? "Significa avere un problema nella gestione delle emozioni negative. Il problema è il confronto con l'altro, dobbiamo dare peso alle parole anche nel contenitore digitale, luogo educativo per eccellenza per le nuove generazioni - ha sottolineato Volpi - se diffondiamo odio raccoglieremo odio, se diffondiamo virtù di riflesso raccoglieremo virtù."

Il processo comunicativo

Come funziona la comunicazione? Gli esperti di PNL sanno che è importante scegliere le parole con cura, per prendersi cura di se stessi. La PNL, infatti, è un sistema di life coaching finalizzato a cambiare pensieri e comportamenti. "La corretta comunicazione parte dalla mente. Dobbiamo, quando scriviamo qualcosa, metterci nei panni di chi riceve - si è congedata l'autrice di Genitori digitali - la comunicazione parte da un'emittente, arriva ad un ricevente, dobbiamo capire dal suo punto di vista che effetto farebbe quel tipo di messaggio." Sensibilità permettendo. Ascolta qui l'intervista integrale
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