22 Mai fare i lavaggi nasali con acqua del rubinetto, rischio Ameba mangia-cervello
18 Mar, 2024 - 12:25

Mai fare i lavaggi nasali con acqua del rubinetto, rischio Ameba mangia-cervello

Mai fare i lavaggi nasali con acqua del rubinetto, rischio Ameba mangia-cervello

Sebbene i lavaggi nasali siano una pratica comune e salutare per mantenere le vie respiratorie pulite e liberarsi da allergeni e germi, è importante prestare attenzione alla fonte dell'acqua utilizzata.

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Mai fare i lavaggi nasali con acqua del rubinetto! In questo modo potrai proteggere la tua salute, ed evitare il rischio di contrarre l'Ameba mangia-cervello, un microrganismo pericoloso che può causare gravi infezioni cerebrali.

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Scopri qual è il rischio e come evitarlo nel prosieguo dell'articolo.

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Mai fare i lavaggi nasali con acqua del rubinetto, perché?

L'uso errato di acqua del rubinetto nei lavaggi nasali ha portato a gravi conseguenze per 10 persone, a causa di un'infezione da Acanthamoeba, un microrganismo noto per colpire il cervello, ovvero Ameba mangia-cervello.

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Secondo i Centers for Disease Control and Prevention (CDC) americani, tutti i pazienti affetti erano immunocompromessi, con la maggior parte di essi che ha praticato lavaggi nasali per mesi o anni, spesso utilizzando acqua non bollita direttamente dal rubinetto.

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Questi casi si sono verificati principalmente nell'ultimo decennio, con un'età media dei pazienti di circa 60 anni, molti dei quali affetti da cancro o AIDS.

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Nonostante la gravità dell'infezione, sette pazienti sono sopravvissuti, un dato sorprendentemente positivo considerando la solitamente alta mortalità associata all'infezione da Acanthamoeba.

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Anche se non è stata stabilita una correlazione causale diretta tra i lavaggi nasali e l'infezione da Acanthamoeba in tutti i casi analizzati, i CDC sottolineano l'importanza di non effettuare mai il lavaggio nasale con acqua del rubinetto.

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Matteo Bassetti, direttore di Malattie Infettive al Policlinico San Martino di Genova, conferma questa tesi, alla luce dei rischi emersi da questo studio.

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Cos'è l'Ameba mangia-cervello

L'Ameba mangia-cervello è un piccolo protozoo sopravvive prevalentemente in ambienti acquatici caldi e dolci, come acque termali e fiumi caldi.

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Ultimamente, però, è apparso anche negli Stati Uniti, dove solitamente non si riscontrava la presenza di questo microrganismo e il suo adattamento al clima temperato è abbastanza preoccupante.

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Infatti, questo protozoo si riproduce con maggiore facilità in acque con temperature superiori ai trenta gradi Celsius e può addirittura sopravvivere a temperature fino a 46 gradi Celsius.

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Gli eventi meteorologici estremi associati ai cambiamenti climatici, come inondazioni e siccità, potrebbero favorire ulteriormente la sua diffusione. Le inondazioni, ad esempio, potrebbero trasportare agenti patogeni nell'ambiente, aumentando il rischio di contaminazione dell'acqua e del suolo.

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Questo fenomeno non è solo una minaccia per la salute pubblica, ma è diventato una realtà anche in luoghi inaspettati come l'Emilia Romagna, dove a maggio scorso si è verificato un caso di contaminazione da Ameba mangia-cervello.

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L'Ameba mangia-cervello può entrare nell'organismo proprio con i lavaggi nasali

Le persone di solito contraggono l'infezione da ameba mangia-cervello quando l'acqua contaminata entra nel naso durante attività come il bagno, le immersioni o i lavaggi nasali.

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Una volta nel naso, l'ameba può migrare verso il cervello, causando un'infiammazione potenzialmente letale delle meningi e del cervello stesso.

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Non è possibile contrarre l'infezione ingerendo o bevendo accidentalmente l'acqua contaminata. Pertanto, se le piscine sono mantenute e disinfettate correttamente, il rischio di infezione è praticamente nullo.

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Quali sono i sintomi dell'infezione da Ameba mangia-cervello

L'infezione da Ameba mangia-cervello è una patologia estremamente pericolosa, conosciuta come meningoencefalite amebica primaria.

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Questo microrganismo, mortale nel 97% dei casi, può causare gravi danni al sistema nervoso centrale.

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I sintomi iniziali includono febbre alta, vomito e torcicollo, ma con il progredire della malattia, le persone colpite possono entrare in coma e morire nel giro di pochi giorni.

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Nonostante la sua rarità, questa infezione ha un tasso di mortalità elevato, superiore al 97%. Il trattamento rimane difficile e spesso poco efficace, poiché la malattia progredisce rapidamente.

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È pertanto fondamentale evitare il contatto con l'acqua contaminata e prestare attenzione alle misure preventive per proteggere la propria salute.

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Immacolata Duni
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