18 El Nino, il meteorologo Cat Berro (Società Meteorologica Italiana): "Non ci saranno effetti importanti in Europa. Cambiamento climatico? Troppe risorse vengono destinate alle guerre"
03 Jun, 2024 - 19:28

El Nino, il meteorologo Cat Berro (Società Meteorologica Italiana): "Non ci saranno effetti importanti in Europa. Cambiamento climatico? Troppe risorse vengono destinate alle guerre"

Esclusiva di
Tag24
El Nino, il meteorologo Cat Berro (Società Meteorologica Italiana): "Non ci saranno effetti importanti in Europa. Cambiamento climatico? Troppe risorse vengono destinate alle guerre"

El Nino si sta esaurendo ma è difficile - se non impossibile - stabilire le previsioni in base a questo evento, il meteorologo Daniele Cat Berro della Società Meteorologica Italiana-Nimbus ha spiegato a Tag24 quali potrebbero essere gli effetti de La Nina - 'controparte' più fredda - e l'importanza della lotta al cambiamento climatico.

[advBanner]

Alla notizia della fine di El Nino in molti si sono sbilanciati nel dare delle previsioni affrettate ad uso e consumo dei lettori sull'estate ormai alle porte. I veri effetti di questo 'cambio' di fenomeni meteorologici saranno più sentiti su altre parti del globo mentre in Europa saranno meno evidenti.

[advBanner]

Cat Berro: "El Nino va esaurendosi, è un fenomeno normale"

L'esaurirsi di El Nino non significa la fine del cambiamento climatico. Proprio in questo momento è in corso la Conferenza di Bonn sul Clima ed è stato lanciato un appello nei confronti dei membri delle Nazioni Unite a organizzare piani di emergenza entro il 2025.

[advBanner]

Secondo Cat Berro in questo momento l'Europa è 'capofila' nella lotta ai cambiamenti climatici ma serve un maggiore impegno globale. Mentre le negoziazioni tra Stati procedono lente, il climate change imperversa ed i suoi effetti sono sotto gli occhi di tutti.

[advBanner]

D: El Nino si sta esaurendo: cosa sta succedendo?

[advBanner]

R: "L'alternanza tra El Nino e La Nina è un'alternanza naturale fra due fasi che riguardano la temperatura superficiale del Pacifico Equatoriale a largo delle coste del Sudamerica. Si tratta dell'alternarsi tra una fase calda e fredda che va a sovrapporsi oggi al riscaldamento globale provocato dall'uomo. Per ora El Nino si è stemperato e durante questa estate dovrebbe arrivare la controparte fresca ovvero La Nina"

[advBanner]

"L'insorgere di El Nino nel 2023 ha dato una spinta all'aumento delle temperature globali, maggio 2024 è stato il dodicesimo mese consecutivo con un record globale di temperatura media. Il riscaldamento globale e El Nino non riescono a spiegare l'aumento di temperatura dell'ultimo anno, per ora la comunità scientifica continua a studiare questi fenomeni."

[advBanner]

L'impatto quasi nullo sull'Europa

D: Che impatto potrebbe esserci sull'Europa?

[advBanner]

R: "Abbastanza marginale con segnali poco chiari e poco riconoscibili, per il nostro clima non avrà grandi impatti. Ci sono però zone del mondo dove l'alternarsi de La Nina contribuisce alla variabilità del clima: le zone tropicali, le Americhe e l'Oceania per esempio. Ci aspettiamo un'aumentata piovosità in Oceania e sull'Australia Orientale. Mentre si raffredda il Pacifico Orientale, il trasferimento di acque calde verso Ovest incentiva le precipitazioni".

[advBanner]

D: Quindi parlare ora di previsioni più miti e con temperature più basse in Italia ed in Europa per effetto de La Nina fa previsioni azzardate?

[advBanner]

R: "Non sono nemmeno ipotesi, sono speculazioni. Le previsioni stanno migliorando negli ultimi anni e in alcune zone del mondo sono importanti per prendere decisioni ma non si possono fare previsioni su La Nina. I modelli di simulazione dicono che in Europa quest'anno l'estate dovrebbe essere calda. Bisogna essere cauti sul dare previsioni in base all'esaurimento di El Nino".

[advBanner]

Il cambiamento climatico e il contrasto a livello mondiale ed europeo

D: La fine di El Nino non significa che il cambiamento climatico si sta esaurendo...

[advBanner]

R: "Ovviamente, in un mondo che mediamente si riscalda non si esclude che possa esserci qualche periodo più fresco, ad esempio la primavera 2024 è stata fresca se comparata alle più recenti. Certo, se confrontata alla meteorologia degli anni '60 e '70 sarebbe stata decisamente nella norma. In un mondo che diventa sempre più caldo è facile stupirsi di un periodo più fresco: tutto ciò non è in contraddizione con il riscaldamento globale che prosegue velocemente".

[advBanner]

D: Ci sono misure di contrasto al cambiamento climatico a livello europeo e mondiale?

[advBanner]

R: "Le misure ci sono ma non bastano. L'Europa è leader globale nella lotta al cambiamento climatico ma bisogna intensificare l'ambizione, dopo l'Accordo di Parigi rischiamo comunque un aumento delle temperature di 2,5°\3° che sono ancora troppi per il Pianeta. Quello che facciamo non è abbastanza. La geopolitica mondiale va però in un'altra direzione: si spendono risorse per le guerre e non per la lotta al cambiamento climatico. Gli sforzi non sono proporzionati ancora alla consapevolezza del problema".

[advBanner]

"I negoziati sul clima sono lenti, ci sta che una questione così complessa richieda tempo ma la fisica del clima non concede altro tempo e va avanti con le sue leggi senza aspettare noi con le nostre inerzie"

[advBanner]

D: Ieri si sono verificati degli eventi sconvolgenti in Baviera: sono anche quelli segnali del cambiamento climatico?

[advBanner]

R: "Sui singoli eventi bisogna essere cauti perché è meno facile individuare una responsabilità. In un mondo più caldo l'evaporazione aumenta e nell'aria più calda ci può stare maggiore umidità e possono esserci precipitazioni molto più intense. Sui singoli episodi non è detto che ci sia un legame diretto: le alluvioni, ad esempio, fanno parte della storia del nostro territorio ma il cambiamento climatico può portare all'aumento di questi fenomeni".

[advBanner]
AUTORE
foto autore
Francesco Fatone
condividi sui social
condividi su facebook condividi su x condividi su linkedin condividi su whatsapp
ARTICOLI RECENTI
LEGGI ANCHE