12
Isabella Tregnaghi, 89 anni, è morta all'ora di pranzo di ieri, 31 marzo 2025, nel suo appartamento al terzo piano del civico 7 di via delle Beccherie, a circa 100 metri dall'iconica piazza dell'Unità d'Italia, nel centro di Trieste; sgozzata da una donna di 58 anni che, secondo una prima ricostruzione, conosceva. A fare la tragica scoperta e a dare l'allarme è stata la figlia, che vive fuori Regione.
[advBanner]La donna, collegatasi da remoto con il cellulare al sistema di videosorveglianza installato nell'abitazione della madre per controllare che fosse tutto a posto, si sarebbe accorta in diretta di ciò che stava succedendo e avrebbe subito dato l'allarme.
[advBanner]Secondo il suo racconto, un'estranea si aggirava infatti per casa, mentre la madre era riversa a terra, in una pozza di sangue. Quando i soccorritori sono arrivati sul posto insieme a carabinieri e vigili del fuoco, per l'89enne - colpita con un coltello alla gola - non c'era già più niente da fare.
[advBanner]Il servizio di Gianluca Paladin mandato in onda da Telequattro ieri, 31 marzo 2025.
[advBanner]Fondamentale per risalire alla presunta assassina, una triestina di 58 anni che probabilmente conosceva la vittima, è stata l'analisi delle telecamere presenti all'interno dell'appartamento e di quelle comunali, che hanno permesso di ricostruire in quale direzione la donna si fosse allontanata dopo il delitto.
[advBanner]Una volta individuata, Podmenich è stata accerchiata e arrestata. Sembra che si trovasse a bordo della sua Fiat Panda di colore bianco nei pressi di un semaforo di via Bramante e che stesse tentando di fuggire. Accusata di omicidio volontario, è stata portata nel carcere di Coroneo, dove sarà presto interrogata. In quella sede, davanti al gip e ai pm, potrà fare chiarezza anche sul movente.
[advBanner]Per il momento, l'ipotesi è che tra lei e la vittima, pensionata da tempo, ci fosse una questione economica irrisolta. All'arrivo degli inquirenti, l'appartamento era infatti in disordine, cose se qualcuno vi avesse rovistato alla ricerca di qualcosa. Non si esclude, comunque, un tentativo di depistaggio.
[advBanner]L'arma del delitto non è stata ancora ritrovata. In dei cassonetti adiacenti all'abitazione dell'indagata i carabinieri avrebbero invece rinvenuto i vestiti (sporchi di sangue) che la donna indossava durante il delitto. Le indagini proseguono ora serrate. Cruciale, per ricostruire la dinamica dell'aggressione, sarà soprattutto l'autopsia, che verrà eseguita nelle prossime ore.
[advBanner]Ci sono rabbia e sgomento, intanto, a Trieste, già colpita dal tragico caso di Liliana Resinovich, scomparsa nel dicembre 2021 e trovata morta, ventidue giorni più tardi, nel boschetto dell'ex ospedale psichiatrico San Giovanni, con il corpo avvolto in due grandi sacchi neri per l'immondizia e la testa in due sacchetti più piccoli.
[advBanner]Dopo una prima richiesta di archiviazione per suicidio (ai quali i familiari si sono opposti), la Procura - su richiesta del gip - ha aperto un nuovo fascicolo d'inchiesta per omicidio contro ignoti. Gli accertamenti condotti dal pool di esperti guidati dalla dottoressa Cattaneo dopo la riesumazione della salma, sono arrivati alla conclusione che la 63enne fu "strangolata" al termine di una colluttazione in cui provò a difendersi.
[advBanner]I sospetti si concentrano su alcuni uomini che facevano parte della sua vita: nessuno di loro, però, è al momento ufficialmente indagato. Si tratta di suggestioni, ipotesi: neanche il movente - per alcuni sentimentale, per altri economico - è chiaro. Si aspettano sviluppi.
[advBanner]