La morte di Ahmed Ghaleb al-Rahawi, primo ministro del governo Houthi nello Yemen, segna un nuovo capitolo nella complessa scacchiera mediorientale. Ucciso in un raid israeliano a Sanaa il 28 agosto, l’attacco conferma l’intreccio tra la guerra in Yemen e le tensioni regionali legate anche al conflitto tra Israele e Hamas.
Il primo ministro degli Houthi, Ahmed Ghaleb al-Rahawi, è stato ucciso il 28 agosto in un attacco israeliano nella capitale dello Yemen, Sanaa. I media locali hanno riportato la notizia dell'uccisione di al-Rahawi e hanno riferito che l'attacco ha preso di mira un appartamento in una zona residenziale dove alloggiava.
Secondo alcuni quotidiani yemeniti, anche diversi collaboratori di al-Rahawi sono stati uccisi nello stesso attacco.
Sempre nella giornata del 28 agosto, le forze israeliane avevano condotto altri raid contro la leadership degli Houthi. Non è stato immediatamente chiaro se questo attacco fosse separato da quello che ha preso di mira il primo ministro degli Houthi.
Le forze israeliane hanno dichiarato che gli attacchi hanno preso di mira figure politiche e militari Houthi, in seguito ai lanci di missili e droni verso Israele.
Ahmed Ghaleb Nasser al-Rahawi aveva ricoperto il ruolo di primo ministro del governo yemenita guidato dagli Houthi dal 10 agosto 2024. Anche suo padre, Ghaleb Nasser al-Rahawi, era una figura politica ed era stato assassinato negli anni '70.
Durante la sua carriera politica, dal 2000 al 2015, al-Rahawi aveva ricoperto diverse posizioni locali. Nel 2019 era entrato a far parte del Consiglio politico supremo guidato dagli Houthi, l’organo che esercita il potere esecutivo nelle aree dello Yemen sotto il loro controllo.
Lo Yemen è dilaniato da una guerra civile in corso dal 2014. È iniziata quando gli Houthi hanno preso il controllo di Sanaa, e ha frammentato il Paese in due entità politiche opposte.
Gli Houthi, sostenuti dall’Iran, governano la parte settentrionale del Paese, inclusa la capitale. A sud, si trova il governo riconosciuto a livello internazionale, insediato ad Aden e guidato dal presidente Rashad al-Alimi.
Il Paese vive una delle peggiori emergenze umanitarie al mondo, con milioni di yemeniti sotto la soglia della fame. A ciò si aggiunge l’instabilità politica, che rende la situazione ancora più complessa.
Dopo l'inizio della guerra tra Israele e Hamas, gli Houthi dello Yemen avevano iniziato a prendere di mira le navi mercantili nel Mar Rosso e Israele in segno di solidarietà con Gaza. Questa mossa aveva avuto conseguenze dirette sul traffico marittimo internazionale.
Gli attacchi degli Houthi contro Israele hanno avuto una pausa durante il cessate il fuoco avviato nel gennaio 2025, ma sono ripresi con il fallimento delle parti nel portare avanti l'accordo di tregua e la ripresa dei combattimenti il 18 marzo.
Tutto ciò evidenzia come la guerra a Gaza non rimanga circoscritta ma abbia forti ripercussioni sugli equilibri regionali, influenzando anche la situazione yemenita.
L’uccisione di Ahmed al-Rahawi non è soltanto un colpo alla leadership degli Houthi, ma riflette le crescenti connessioni tra i conflitti mediorientali. La guerra civile in Yemen, già tra le peggiori crisi umanitarie al mondo, continua a intrecciarsi con la guerra a Gaza e a influenzare la sicurezza regionale, alimentando nuove tensioni geopolitiche.