29 Aug, 2025 - 14:22

"La chimera", come finisce e dove è stato girato? Significato del finale del film

"La chimera", come finisce e dove è stato girato? Significato del finale del film

Silenzi, campagne polverose piene di segreti e un'atmosfera onirica. Siamo nel film del 2023 "La chimera", di Alice Rohrwacher, con Josh O’Connor che interpreta un giovane archeologo britannico, Arthur, che ha il dono di percepire la presenza di tombe etrusche sotto terra.

Il fato unirà le sue vicende personali a quelle di un gruppo di tombaroli, al traffico clandestino di reperti archeologici, con aste segrete e compratori privi di scrupoli. Euforia, brivido di scoprire e il mestiere di scavare sprofonderanno in una ricerca più intima, in cui Arthur insegue un amore perduto e una redenzione che sembra sfuggirgli sempre di mano.

Come finisce la storia di Arthur e cosa è disposto a fare per inseguire la sua "chimera"?

Ecco il trailer:

Dove è stato girato "La chimera"?

Il film di Alice Rohrwacher è stato girato in diverse location tra Toscana e Lazio. In particolare:

  • Tarquinia (Tuscia, Lazio): qui è stato installato gran parte del set. Anche a piazza della Tribuna e la rupe ai piedi di Santa Maria in Castello.
  • Civitavecchia (Lazio): viene ripresa la spiaggia Frasca, Torre Valdaliga Nord sotto la centrale, e la zona industriale per le scene con le auto d’epoca.
  • Blera (Viterbo, Lazio): usato per alcune scene con necropoli.
  • San Lorenzo Nuovo (Lazio): nel territorio della Tuscia.
  • Montalcino (Toscana): dove viene ripreso il borgo storico in Toscana meridionale.
  • Monte Amiata Scalo e Torrenieri (Toscana): sulle tracce della ferrovia storica Asciano-Monte Antico.
  • Gallese (Viterbo, Lazio): la stazione ferroviaria dismessa è stata usata come set.
  • Castel Giorgio (Terni, Umbria): usato come villa per uno dei personaggi.

Come finisce "La chimera"?

Il film "La chimera" finisce con un senso di spaesamento. Restiamo immersi in una sorta di sfumatura tra sogno e realtà e anche tra la vita e la morte. Arthur, dopo aver scoperto l'inganno della statua rubata, insieme alla banda raggiunge il panfilo di "Spartaco", che si scopre essere una donna tedesca, proprio mentre la testa preziosa di marmo sta per essere battuta all'asta davanti a un gruppo di collezionisti benestanti. Nel corso della discussione accesa, Arthur sceglie l'istinto invece del portafoglio: getta la statua nel lago, come per liberarsi da qualunque cosa lo tenga ancorato al passato. 

Sempre più solo, trova il modo di riavvicinarsi a Italia, che adesso vive con i figli in una stazione abbandonata, dopo essere stata cacciata da Flora, ma la sua vera fissazione resta sotto terra: ricomincia a scavare come tombarolo con un gruppo nuovo, per sentirsi ancora vicino a Beniamina, l'amore defunto che non smette di inseguire.

Durante l'ultima spedizione, tuttavia, tutto cambia: a causa di un crollo improvviso resta intrappolato sottoterra. Cala il buio, svaniscono le voci degli altri e non resta nulla di più del silenzio. All'improvviso, vediamo ricomparire Arthur che accende una candela e vede un filo rosso che pende dal soffitto. All'inizio del film era quello che scivolava giù dal vestito di Beniamina. Quando lo tira, dal soffitto filtra una luce.

Un finale che ci lascia col dubbio, questo: Arthur è morto o ha trovato "la sua chimera?"

Significato del finale

Quando Arthur resta intrappolato nel buio, sembra tutto finito. Poi, però, lo vediamo comparire di nuovo. Il filo rosso che lo porta alla luce può significare la morte, la sopravvivenza e anche la pace interiore che fino a questo momento non aveva ancora trovato.

Il finale è volutamente aperto. Dobbiamo interpretare noi, in quanto spettatori, se Arthur è sopravvissuto o no, e come.

 Alice Rohrwacher, la regista del film, dice sempre che spesso il confine tra il mondo dei desideri e quello dei vivi è talmente sottile che non si distingue. Forse è veramente questo l'unico significato univoco, a prescindere dall'interpretazione del destino di Arthur.

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