I suoi resti sono stati trovati all'interno di un baule nel villino di famiglia a Sant'Angelo a Lecore, nel comune di Campi Bisenzio (Firenze). Sul giallo della morte di Lorenzo Paolieri, che oggi avrebbe avuto 32 anni, la Procura di Firenze ha aperto un'inchiesta.
Il pubblico ministero Lorenzo Boscagli ha iscritto nel registro degli indagati la madre settantenne Rita e i due fratelli della vittima: Massimo, 38 anni, e Beatrice, 46 anni.
Il macabro ritrovamento del corpo, mummificato, era avvenuto lo scorso 13 dicembre 2025 da parte della Polizia Municipale, dopo una segnalazione dei vicini, che ormai da moltissimo tempo non vedevano più il giovane.
Il baule era custodito in un locale esterno all'abitazione, coperto da materiale accatastato: la porta era chiusa con nastro adesivo.
In casa, senza corrente elettrica, acqua corrente e riscaldamento, c'erano la madre del ragazzo, denutrita e con gravi problemi di salute, e i due fratelli, in condizioni di fragilità psico-fisica. Sono stati tutti portati in ospedale.
La Procura, nelle scorse ore, ha aperto un'inchiesta per i reati di omissione di soccorso e occultamento di cadavere. I familiari sono indagati come atto dovuto anche in vista dell'autopsia, affidata a un consulente tecnico per accertare cause ed epoca del decesso.
L'esame autoptico verrà effettuato oggi, 16 dicembre.
I resti del 32enne si trovano presso l'Istituto di medicina legale di Careggi. Secondo una prima ricognizione cadaverica, le spoglie non presenterebbero segni evidenti di violenza.
L'ipotesi degli inquirenti è che Lorenzo Paolieri soffrisse di una patologia cardiaca, che potrebbe averne causato la morte, probabilmente aggravata dalla mancanza di cure.
Il decesso potrebbe risalire a due anni fa.
Il padre dei tre fratelli è morto nel 2018: era dipendente di un'azienda tessile di Prato e manteneva la famiglia, riporta il quotidiano La Nazione. La vedova e i figli sono diventati come invisibili nel corso degli anni, nonostante l'abitazione non sia isolata.
I vicini hanno raccontato che non avevano contatti con i parenti: porte e finestre erano sempre chiuse e le pulizie di casa e del giardino venivano svolte di notte.
Al primo accesso nell'immobile di via Ippolito Nievo, venerdì 12 dicembre, gli agenti e gli assistenti sociali avevano riscontrato una situazione di grave degrado e disagio.
Tuttavia, la famiglia risultava sconosciuta ai servizi sociali del comune. Il sindaco di Campi Bisenzio, Andrea Tagliaferri, è intervenuto sull'accaduto, spiegando che l'amministrazione si è mossa subito, non appena arrivata la segnalazione sulla famiglia alla Polizia locale.
Su Facebook, il primo cittadino ha poi evidenziato la necessità di una "responsabilità collettiva":
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