29 Nov, 2025 - 11:48

Garlasco, parla il criminologo Marco Strano: "Ecco perché il rinvio a giudizio di Sempio è doveroso"

Garlasco, parla il criminologo Marco Strano: "Ecco perché il rinvio a giudizio di Sempio è doveroso"

Vecchie e nuove piste, reperti analizzati che danno risposte diverse, testimonianze. Continuano scandite da colpi di scena le indagini aperte a marzo 2025 sull'omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007 a Garlasco.

Al centro c'è Andrea Sempio, a cui la genetista Denise Albani - incaricata dalla gip Daniela Garlaschelli di eseguire una nuova perizia - ha attribuito il Dna estratto dai margini ungueali della vittima.

Si tratta, per essere precisi, di un aplotipo Y, che non identifica dunque con certezza Sempio, ma la sua linea paterna. Per capire quale peso possa avere questo elemento, e come si incastri nel mosaico investigativo, abbiamo parlato con il criminologo Marco Strano.

Garlasco, Andrea Sempio e la perizia genetica

"Il Dna non è direttamente attribuibile a Sempio, ma la logica ci dice che è suo perché era l'unico della famiglia a frequentare l'abitazione", spiega subito l'esperto. "In questa fase, l'obiettivo degli inquirenti è però collocarlo sulla scena del crimine al momento del delitto".

E, in questo senso, "il Dna non è abbastanza", perché, "come cercherà di dimostrare la difesa, potrebbe anche essere da contaminazione", ossia essersi trasferito sulle unghie tramite il contatto di Chiara con un oggetto già toccato da Sempio.

"La cosa che non volge a suo favore, è che sarebbe stato trovato sulle dita di due mani, però secondo me non è assolutamente nulla di definitivo", sostiene Strano. Qualcosa cioè che possa incastrare l'indagato. E andrà infatti valutato insieme agli altri indizi raccolti. 

L'impronta 33 e gli altri indizi: cosa ne pensa Strano

Strano fa riferimento, in particolare, all'"impronta 33": la traccia repertata sul muro delle scale che portano alla cantina della villetta di via Pascoli, dove fu ritrovato il cadavere. Anche questo elemento, secondo il criminologo, "non è la pistola fumante". 

"Importanti esperti di dattiloscopia hanno stabilito che presenta meno punti di compatibilità con il palmo destro di Sempio rispetto ai 15 individuati dalla Procura", afferma. A suo modo di vedere, "non è determinante, insomma. Come il Dna".

"Sono elementi che lasciano aperta la possibilità, per la difesa, di giustificare. Cose nuove ma non forti". Sempio al momento risulta indagato per omicidio in concorso con ignoti (o con Stasi, già condannato). Sul fatto che possa trattarsi di un delitto a più mani, l'esperto nutre però dubbi.

"Parliamo di una scena del crimine fortemente contaminata, quindi fare delle valutazioni precise è complesso. Ragionando da profiler, posso dire che la modalità omicidiaria mi fa pensare che l'autore sia stato uno. In quell'omicidio si legge rabbia, si legge una carica emotiva forte", spiega.

Specificando che, secondo lui, "come non ci sono abbastanza indizi su Sempio, non ce n'erano su Stasi. Rileggendo gli atti a distanza di anni, e ricordando che fu assolto per due volte, penso che non si possa dire con certezza che si trovi in carcere da colpevole", sostiene.

I possibili scenari e il rinvio a giudizio dell'indagato

E allora, cosa dobbiamo aspettarci? "Penso che la Procura stia facendo accertamenti scientifici per confermare degli elementi investigativi di tipo tradizionale", dichiara l'esperto.

"Non credo, in pratica, che quelli che conosciamo (incluse le telefonate e la questione dello scontrino, ndr) siano gli unici indizi che gli inquirenti hanno raccolto". Di certo, secondo lui, gli interrogativi a cui rispondere sono ancora tanti.

Anche per questo, afferma, "il rinvio a giudizio di Sempio è doveroso. Si dovrà approfondire tutto in dibattimento, c'è una persona in carcere. Poi, certo, non è detto che si giunga a una condanna". 

Tra i prossimi passi, il deposito, da parte dell'Albani, della perizia nella sua interezza. Poi l'incidente probatorio, con l'udienza conclusiva fissata per il 18 dicembre. 

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