29 Nov, 2025 - 11:28

Le regionali in Campania, Puglia e Veneto davvero hanno spostato gli equilibri? Il primo sondaggio di Noto

Le regionali in Campania, Puglia e Veneto davvero hanno spostato gli equilibri? Il primo sondaggio di Noto

Davvero le elezioni regionali danno un segno che va al di là dei confini dove si vota?

Dopo le sentenze arrivate dalle urne di Campania, Puglia e Veneto, Il Giornale ha dato incarico a Noto Sondaggi di fare una nuova rilevazione su chi voterebbero gli italiani anche di quelle regioni in caso di elezioni politiche.

E la risposta è no: le elezioni regionali sono una cosa, quelle nazionali un'altra. Sono partite che si giocano in campionati diversi.

Il sondaggio dopo le ultime elezioni regionali

La scorsa settimana, il centrosinistra si è affermato in Campania e Puglia; il centrodestra in Veneto. Segno che a livello nazionale l'opposizione sta recuperando terreno?

Secondo il sondaggio di Noto no, in quanto registra addirittura una lieve flessione del Campo largo e un piccolo avanzamento dello schieramento che sostiene il governo Meloni.

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Nelle intenzioni di voto per le politiche, le liste della maggioranza si attestano al 50,5%, in crescita di mezzo punto rispetto alla rilevazione effettuata poco prima delle ultime regionali. La coalizione guidata da Giorgia Meloni consolida così un vantaggio di 8 punti sul Campo largo, che si ferma al 42,5%. Mentre nel voto amministrativo, il centrosinistra in Campania e Puglia è riuscito a esprimere candidature vincenti, sul terreno nazionale la fotografia resta quella di una maggioranza politica salda e di un'opposizione ancora distante

sottolinea Antonio Noto

I risultato dei singoli partiti

Ma quali sono i risultati dei singoli partiti? Per Noto, se si andasse a votare oggi, il centrodestra raggiungerebbe in blocco il 50,5% delle preferenze degli italiani in quanto Fratelli d'Italia è al 30,5%; Forza Italia al 9%; la Lega all'8,5%; Noi Moderati all'1,5% e l'Udc all'1%.

Nel Campo largo, invece, secondo l'istituto demoscopico, "il quadro è più fermo": il Pd è al 22%; il Movimento Cinque Stelle al 10,5%, Verdi e Sinistra al 6%, Casa Riformista al 3%, Più Europa all'1%. In tutto, fa 42,5%.

Fuori dai blocchi, poi, Noto sonda Azione di Carlo Calenda (in procinto di unirsi al Pld di Marattin) al 4%.

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Se dunque lo scenario nazionale delle liste non registra significative variazioni tra il prima e il dopo le regionali, anche sul fronte della fiducia al presidente del Consiglio la situazione non è cambiata

sottolinea ancora Noto.

La popolarità di Giorgia Meloni

Anche sul fronte del gradimento a Giorgia Meloni non è cambiato granché: la premier è promossa dal 44% degli italiani, un risultato identico a quello di qualche settimana fa.

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Anche in questo caso, la partita amministrativa non sembra aver spostato gli equilibri

Morale della favola:

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Per le opposizioni non basta vincere nelle Regioni per accorciare la distanza dal governo: serve una proposta nazionale unitaria e riconoscibile. Per la maggioranza, invece, il messaggio è che se è vero che il voto locale risponde a logiche diverse da quello nazionale, alla lunga però bisognerà seminare consenso anche nelle istituzioni locali con un radicamento maggiore, soprattutto al Sud
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