29 Nov, 2025 - 12:00

Perché il collettivo Ksa ha fatto irruzione e devastato la redazione della Stampa

Perché il collettivo Ksa ha fatto irruzione e devastato la redazione della Stampa

Un gruppo di manifestanti pro-Palestina ha devastato la redazione de La Stampa durante lo sciopero generale di ieri, 28 novembre.

Prima ha forzato le porte. Poi ha imbrattato gli uffici con scritte offensive e letame.

L'episodio, avvenuto in via Lugaro, è stato rivendicato dal collettivo Ksa che accusa il quotidiano di aver descritto l'imam Mohamed Shahin, espulso dal Viminale, come un terrorista.

La vicenda ha suscitato condanne unanimi da parte delle istituzioni e del mondo giornalistico, con il presidente Mattarella in prima linea.​

Cosa è successo durante lo sciopero del 28 novembre a Torino

Lo sciopero nazionale dei giornalisti, indetto dalla Fnsi per il rinnovo del contratto di lavoro, ha lasciato la redazione de La Stampa vuota a Torino.

Circa un centinaio di attivisti pro-Palestina, staccatisi dal corteo generale contro la legge di bilancio, ne ha approfittato: ha raggiunto la sede del quotidiano e alcuni, sia a volto scoperto che con passamontagna, hanno forzato due porte d'ingresso e gridato slogan come

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Giornalista terrorista, sei il primo della lista 

oltre al solito

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Free Palestine

Una volta dentro, i manifestanti hanno rovesciato documenti, libri e arredi, spruzzando vernice sui muri con frasi come "Giornalisti complici dell'arresto in Cpr di Mohamed Shahin" e lanciando letame contro i cancelli esterni.

Shahin, imam egiziano di 47 anni denunciato per un blocco stradale durante un corteo pro-Pal, è stato espulso come minaccia per la sicurezza nazionale e trasferito al Cpr di Caltanissetta.

La Digos ha identificato finora 34 partecipanti e sta proseguendo le indagini.​

La violenza dei Pro Pal e la solidarietà ai giornalisti

L'irruzione rappresenta un grave attacco alla libertà di stampa, perpetrato proprio nel giorno dedicato alla difesa del pluralismo informativo.

La Stampa ha definito l'episodio "gravissimo e vile", ribadendo:

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Non abbiamo paura, continueremo a fare il nostro lavoro

Il collettivo Ksa ha motivato il blitz sui social accusando i giornalisti di propaganda contro Shahin, oppositore di Al Sisi in Egitto.​

Solidarietà immediata è arrivata dal presidente Sergio Mattarella, che ha condannato fermamente l'attacco.

Ordine dei Giornalisti del Piemonte, Fnsi e Associazione Stampa Subalpina hanno parlato di atto "inaccettabile", evocando "azioni fasciste" passate e chiedendo maggiore vigilanza sulle redazioni. 

Particolarmente significativa la solidarietà espressa da Emanuele Fiano, l'ex parlametare cui è stato vietato di parlare prima a Venezia e poi a Milano in quanto "colpevole" di essere ebreo

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Occupata da manifestanti Pro Palestina la sede del quotidiano La Stampa. In redazione, vuota per lo sciopero, scritte sui muri e scrivanie a soqquadro. Gli occupanti hanno anche improvvisato un mini corteo tra le postazioni dei giornalisti durante il quale sono stati scanditi cori. I cronisti sono stati accusati di essere complici del genocidio a Gaza e di essere responsabili di aver descritto l'imam Mohamed Shahin come un terrorista. Ora dirsi di sinistra e difendere i diritti dei palestinesi assaltando la sede di un quotidiano, non è di sinistra né aiuta i palestinesi. È solo un sopruso violento. Solidarietà al direttore Malaguti ed ai giornalisti tutti!

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