30 Nov, 2025 - 12:21

Cosa ci faceva Elly Schlein alla testa del corteo dei No ponte a Messina?

Cosa ci faceva Elly Schlein alla testa del corteo dei No ponte a Messina?

Elly Schlein a Messina riprende il traghetto. Un mezzo vecchio, inquinante, antieconomico per attraversare lo Stretto di Messina? Sempre meglio che un ponte!

E sì, perché la segretaria del Pd, partecipando in prima fila al corteo dei No ponte a Messina, ha voluto ribadire che il suo Pd è contro l'infrastruttura più importante del Mezzogiorno.

Il suo Pd non fa una battaglia affinché il governo Meloni segua per filo e per segno le procedure giuste, come rilevato dalla Corte dei Conti. Ma si schiera senza se e senza ma contro l'infrastruttura che l'Italia sogna da sempre. Come un manipolo di terrapiattisti qualsiasi.

Quindi, Elly Schlein di nuovo sul traghetto, come lo scorso anno, quando girò anche un video assai poco fortunato, con il vento che copriva le sue parole e faceva volare i fogli del suo discorso alla nazione...

E comunque, ieri, erano davvero pochi i manifestanti che hanno invaso le strade di Messina. Gli organizzatori parlano di 15.000 partecipanti.

Ma la foto dall'alto era questa

Perché Elly Schlein era in testa al corteo dei No ponte

Elly Schlein ha guidato il corteo per sostenere i comitati locali No Ponte, definendo il progetto "sbagliato e dannoso" sotto il profilo economico, ambientale e sociale.

La leader dem ha citato le motivazioni della Corte dei Conti, che ha bloccato la delibera Cipess per irregolarità nelle procedure e mancanza di sostenibilità, chiedendo al governo Meloni di fermarsi immediatamente.

Schlein ha elogiato la "vittoria" dei comitati e promesso il sostegno delle opposizioni, legando la lotta al Ponte a battaglie più ampie come la tutela dell'ecosistema dello Stretto.​ Con i traghetti super inquinanti, come prima più di prima: auguri!

Le reazioni politiche alla linea politica della segretaria del Pd

La partecipazione di Elly Schlein al corteo dei No ponte, in ogni caso, ha scatenato reazioni contrastanti: il governo Meloni, con il ministro alle infrastrutture Matteo Salvini in primis, difende l'opera.

Il vicepremier, dopo la pubblicazione delle motivazioni del no della Corte dei Conti si è detto, insieme ai tecnici, ottimista che tutti i rilievi possano essere sanati velocemente e che quindi i cantieri possano aprirsi a febbraio.

A essere contento dello slogan ripetuto dalla segretaria dem

virgolette
Fermatevi e scusatevi per i 13 miliardi buttati

è invece il leader dei Verdi Angelo Bonelli. Qualcuno ha visto anche lui nella marea di bandiere rosse, antagoniste non per caso.

 

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