10 Jan, 2026 - 15:49

Alex Marangon morto dopo un rito sciamanico a Vidor, 5 persone nel registro degli indagati: chi sono

Alex Marangon morto dopo un rito sciamanico a Vidor, 5 persone nel registro degli indagati: chi sono

C'è una svolta nel caso di Alex Marangon, il 25enne originario di Marcon, nel Veneziano, trovato senza vita sul greto del fiume Piave, a Vidor, due giorni dopo la sua scomparsa, avvenuta durante la partecipazione a un rito sciamanico nel giugno 2024.

Secondo quanto riportato da fonti locali, la Procura di Treviso avrebbe iscritto nel registro degli indagati cinque persone: si tratta degli organizzatori dell'evento, la moglie del proprietario dell'abbazia in cui si tenne il ritiro - quella di Santa Bona - e due cittadini colombiani.

Chi sono gli indagati e quali sono le accuse

Nel mirino degli inquirenti Andrea Zuin, 48 anni, e la compagna Tatiana Marchetto, 40 anni, che attraverso l'associazione ZuMusic Project avevano organizzato il raduno; Alexandra Diana Da Sacco, 42 anni; e i due curanderos Sebastian Castillo, 28 anni, e Jhonny Benavides, 39 anni, pare irreperibili. Le accuse vanno da cessione di sostanze vietate a morte come conseguenza di altro reato.

Cosa sappiamo finora sulla morte di Alex 

Secondo quanto ricostruito finora, Alex sarebbe morto dopo aver partecipato al rito, che avrebbe previsto, tra le altre cose, l'assunzione di una bevanda a base di ayahuasca, una sostanza allucinogena il cui uso in Italia è vietato. 

L'ipotesi del professor Alberto Furlanetto, che si è occupato dell'autopsia, è che sia caduto da un terrapieno di circa dieci metri sul letto ghiaioso del fiume Piave, dove fu ritrovato due giorni dopo l'ultimo avvistamento, a causa di una crisi psicotica.

Inizialmente l'ipotesi di reato era di omicidio volontario; poi, nell'estate del 2025, la contestazione - anche sulla base dei risultati degli esami eseguiti - è cambiata. Si è arrivati così alla svolta odierna. 

Le fasi dell'inchiesta e il punto di vista dei familiari

I cinque indagati erano già stati denunciati dai familiari di Alex, che, dal canto loro, hanno sempre ipotizzato che dietro la morte del giovane possa celarsi qualcosa di oscuro. Tra i prossimi passi dell'inchiesta, un esame tossicologico sui capelli di tutti i partecipanti al ritiro.

"Che cosa pensano di trovare dopo 19 mesi? Quando lo chiedemmo noi ci dissero che era troppo invasivo", il commento a caldo del padre del 25enne, Luca Marangon, sul gruppo "Verità e giustizia per Alex". 

Tanti anche i commenti positivi. "Finalmente comincia a vedersi un bagliore di luce in fondo al tunnel", scrive qualcuno. Qualcun altro aggiunge: "Sono vicina ai genitori. Assurdo che non si sia fatto nulla prima, ora vogliamo chiarezza". Si attendono ulteriori sviluppi. 

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