C'è una svolta nel caso di Alex Marangon, il 25enne originario di Marcon, nel Veneziano, trovato senza vita sul greto del fiume Piave, a Vidor, due giorni dopo la sua scomparsa, avvenuta durante la partecipazione a un rito sciamanico nel giugno 2024.
Secondo quanto riportato da fonti locali, la Procura di Treviso avrebbe iscritto nel registro degli indagati cinque persone: si tratta degli organizzatori dell'evento, la moglie del proprietario dell'abbazia in cui si tenne il ritiro - quella di Santa Bona - e due cittadini colombiani.
Nel mirino degli inquirenti Andrea Zuin, 48 anni, e la compagna Tatiana Marchetto, 40 anni, che attraverso l'associazione ZuMusic Project avevano organizzato il raduno; Alexandra Diana Da Sacco, 42 anni; e i due curanderos Sebastian Castillo, 28 anni, e Jhonny Benavides, 39 anni, pare irreperibili. Le accuse vanno da cessione di sostanze vietate a morte come conseguenza di altro reato.
Secondo quanto ricostruito finora, Alex sarebbe morto dopo aver partecipato al rito, che avrebbe previsto, tra le altre cose, l'assunzione di una bevanda a base di ayahuasca, una sostanza allucinogena il cui uso in Italia è vietato.
L'ipotesi del professor Alberto Furlanetto, che si è occupato dell'autopsia, è che sia caduto da un terrapieno di circa dieci metri sul letto ghiaioso del fiume Piave, dove fu ritrovato due giorni dopo l'ultimo avvistamento, a causa di una crisi psicotica.
Inizialmente l'ipotesi di reato era di omicidio volontario; poi, nell'estate del 2025, la contestazione - anche sulla base dei risultati degli esami eseguiti - è cambiata. Si è arrivati così alla svolta odierna.
I cinque indagati erano già stati denunciati dai familiari di Alex, che, dal canto loro, hanno sempre ipotizzato che dietro la morte del giovane possa celarsi qualcosa di oscuro. Tra i prossimi passi dell'inchiesta, un esame tossicologico sui capelli di tutti i partecipanti al ritiro.
"Che cosa pensano di trovare dopo 19 mesi? Quando lo chiedemmo noi ci dissero che era troppo invasivo", il commento a caldo del padre del 25enne, Luca Marangon, sul gruppo "Verità e giustizia per Alex".
Tanti anche i commenti positivi. "Finalmente comincia a vedersi un bagliore di luce in fondo al tunnel", scrive qualcuno. Qualcun altro aggiunge: "Sono vicina ai genitori. Assurdo che non si sia fatto nulla prima, ora vogliamo chiarezza". Si attendono ulteriori sviluppi.
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