L’Inter continua a essere una delle squadre più forti della Serie A, ma dietro i numeri della classifica, nonostante l'attuale primato, si nasconde una fragilità sempre più evidente.
Il pareggio contro il Napoli ha riacceso un campanello d’allarme che ormai suona da mesi: i nerazzurri non riescono più a vincere contro le grandi. Napoli, Milan e Juventus sono diventate un muro contro cui l’Inter si schianta regolarmente, lasciando per strada punti pesantissimi che pesano sulla corsa allo Scudetto.
Quella che inizialmente sembrava una semplice coincidenza oggi è una tendenza chiara: 14 partite senza vittorie negli scontri diretti contro le tre rivali storiche del campionato.
Quando una squadra di vertice smette di vincere gli scontri diretti, il problema non è solo statistico, ma strutturale. L’Inter non batte Napoli, Milan o Juventus da oltre un anno e in questo periodo ha accumulato solo pareggi e sconfitte.
Questo significa che, pur restando competitiva contro le medio-piccole, la squadra nerazzurra non riesce più a imporsi nei momenti che fanno davvero la differenza nella lotta per i titoli. E in Serie A, dove lo Scudetto spesso si decide nei confronti diretti, questo limite diventa decisivo.
Ogni scontro diretto rappresenta una possibilità di allungare o accorciare la classifica. L’Inter, però, negli ultimi incroci con Napoli, Milan e Juventus non è mai riuscita a sfruttare queste occasioni.
Il risultato è una classifica sempre aperta, in cui i nerazzurri non riescono mai a dare lo strappo decisivo. Anche quando vanno in vantaggio, come nell’ultima sfida contro il Napoli, la squadra fatica a chiudere le partite, permettendo agli avversari di rientrare e portare via punti preziosi.
Il paradosso è evidente: l’Inter resta una delle rose più complete del campionato, ma contro le squadre di pari livello perde sicurezza. Il ritmo cala, la gestione dei momenti chiave diventa più confusa e la squadra smette di comandare la partita come fa contro avversari meno forti.
Contro le big, ogni errore pesa il doppio e i nerazzurri sembrano giocare con un freno mentale, come se la paura di sbagliare superasse la voglia di vincere. È qui che nasce il vero “mal di grandi”.
Dopo così tante gare senza successi, la componente mentale diventa inevitabilmente centrale. Ogni nuovo big match arriva carico dei precedenti negativi, e questo incide sull’approccio e sulle scelte in campo.
La squadra che appare disinvolta col trascorrere dei minuti, all'interno degli scontri diretti, sembra meno libera, meno istintiva. Questo atteggiamento porta spesso a non "uccidere" la partita e il risultato spesso, al termine dei 90 minuti, finisce per penalizzarla con pareggi o sconfitte.
Se l’Inter vuole davvero tornare a dominare in Serie A, deve rompere questo tabù. Continuare a non vincere contro Napoli, Milan e Juventus significa concedere vantaggi diretti alle rivali nella corsa al titolo.
Il vero problema dell’Inter, oggi, non è la qualità della rosa o la capacità di segnare: è l’incapacità di essere decisiva quando conta di più. Finché il “mal di big” resterà irrisolto, ogni sogno Scudetto resterà appeso a un filo.
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