16 Jan, 2026 - 14:30

Clelia Cuscito uccisa nell'83, un esposto riaccende il caso: "Possibili collegamenti con il Mostro"

@mobile Clelia Cuscito uccisa nell'83, un esposto riaccende il caso: "Possibili collegamenti con il Mostro" @elsemobile Clelia Cuscito uccisa nell'83, un esposto riaccende il caso: "Possibili collegamenti con il Mostro" @endmobile

Un omicidio rimasto per oltre quarant'anni senza colpevole - quello di Clelia Cuscito, accoltellata a 37 anni nel suo appartamento di via Gian Paolo Orsini il 14 dicembre 1983 - e una serie di nuovi interrogativi a cui rispondere. Sono queste le basi dell'esposto depositato in Procura a Firenze dall'avvocato Mattia Alfano che, insieme al giornalista Matteo Calì e al consulente Loris Bonacci Martinelli, ha riletto gli atti d'indagine individuando incongruenze, elementi trascurati e assonanze con almeno due dei delitti attribuiti al Mostro, in quegli anni già attivo. 

Le incongruenze investigative e il sospettato 

Tutto è partito dalla volontà di "dare una risposta all'omicidio della prostituta Clelia Cuscito". "Leggendo gli atti  - spiega l'avvocato Alfano a Tag24 - ci siamo accorti di una serie di incongruenze nell'attività investigativa. Elementi trascurati che secondo noi potrebbero portare a un soggetto già attenzionato all'epoca dei fatti".

Si tratterebbe di un uomo inizialmente identificato solo tramite un alias, indicato come frequentatore abituale della zona e avvistato nei pressi della scena del crimine proprio la mattina del delitto. Un uomo su cui, nelle primissime fasi d'indagine, gli inquirenti si concentrarono subito, salvo poi cambiare pista.

Le assonanze con due delitti del Mostro di Firenze

"Abbiamo ricostruito la sua identità e i suoi movimenti", prosegue il legale, "e sappiamo che è ancora vivo". Studiando il fascicolo, lui e i suoi collaboratori si sono accorti anche di altro.

"Su un biglietto rinvenuto nel portafogli di una delle vittime del Mostro di Firenze c'era il numero della casa di Clelia", riferisce Alfano. Un'utenza che la donna utilizzava già da almeno cinque anni. E ancora: "Quando è stata trovata senza vita, la 37enne stringeva tra le mani un capello".

"Era un capello riferibile a un gruppo sanguigno non comune". Lo stesso gruppo, spiega l'avvocato, "è stato associato al sangue che era su un fazzoletto attribuito al Mostro nel delitto degli Scopeti, due anni dopo".

Un dato che, insieme ad altri, sembrerebbe collegare i due casi. Anche le modalità omicidiarie sarebbero compatibili, prosegue Alfano: "Il medico legale stabilì che Clelia era morta dopo la prima coltellata e che c'era poi stato un overkilling, un eccesso di rabbia sul cadavere".

Le ipotesi e l'esposto presentato in Procura

Tante cose, secondo Alfano, non tornano. "Clelia disponeva di ingenti somme di denaro. Nella sua casa furono ritrovati oltre 14 milioni di lire, che però non erano stati toccati. 

Mancavano solo due pagine della sua rubrica, che infatti era insanguinata", sottolinea il legale. Un elemento che, a suo avviso, potrebbe dimostrare "una conoscenza diretta della vittima da parte dell'autore, e la necessità di cancellare dei contatti". Di risposte definitive non ne ha.

"Abbiamo pensato che, vista la gravità della vicenda, ogni ipotesi o analogia meritasse di essere approfondita". "Le abbiamo segnalate - conclude - ora spetta alla Procura verificare se possano portare a qualcosa. Staremo a vedere". 

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