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In un discorso del 17 gennaio 2026, la guida suprema dell’Iran, l’ayatollah Ali Khamenei, ha attribuito agli Stati Uniti e al presidente Donald Trump la responsabilità delle recenti proteste nel paese, accusando potenze straniere di aver alimentato violenze e instabilità interna.
La guida suprema dell'Iran, l'ayatollah Ali Khamenei, ha intensificato la sua retorica contro gli Stati Uniti in un discorso del 17 gennaio.
Khamenei ha accusato gli Stati Uniti per le vittime e per i danni inflitti durante l'ondata di proteste. Ha inoltre preso di mira il presidente americano, Donald Trump.
La guida suprema dell'Iran ha collegato le proteste a Washington. Khamenei ha anche affermato che il suo Paese considera Trump un "criminale":
La guida suprema dell'Iran ha puntato il dito contro gli attori stranieri e ha affermato inoltre che le potenze straniere sono responsabili di danni ingenti e spargimenti di sangue:
"Si è trattato di una cospirazione americana", ha affermato l'ayatollah, aggiungendo che "l'obiettivo dell'America è quello di inghiottire l'Iran... l'obiettivo è quello di riportare l'Iran sotto il dominio militare, politico ed economico".
Ali Khamenei ha lanciato un avvertimento che va oltre le strade, rivolgendosi a quelli che definisce "istigatori":
Le proteste in Iran sono scoppiate in seguito allo sciopero dei commercianti del 28 dicembre 2025. Lo scontento economico si è rapidamente ampliato ed è diventato una protesta antigovernativa a livello nazionale.
Secondo la Human Rights Activists News Agency (HRANA), 3.090 persone, tra cui 2.885 manifestanti, hanno perso la vita. Secondo NetBlocks, il blackout di Internet continua da oltre 200 ore.
⚠️ Update: Metrics show a very slight rise in internet connectivity in #Iran this morning after the 200 hour mark. However, overall connectivity remains at ~2% of ordinary levels and there is no indication of a significant return. pic.twitter.com/evVey3NMjp
— NetBlocks (@netblocks) January 17, 2026
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