27 Jan, 2026 - 13:02

Morbo K, la storia vera dietro la serie di Rai1: trama, cast e anticipazioni

Morbo K, la storia vera dietro la serie di Rai1: trama, cast e anticipazioni

Il cuore di Roma è ferito dall'occupazione nazista e un gruppo di medici salva vite sfruttando l'inganno e la paura: vedremo questo in "Morbo K – Chi salva una vita salva il mondo intero", la serie evento di Rai 1 in onda il 27 e 28 gennaio, che racconta come una malattia inventata riuscì davvero a fare la differenza.

"Morbo K – Chi salva una vita salva il mondo intero", la storia vera e la trama della fiction

La serie di Rai 1 "Morbo K" è ispirata a una vicenda reale. La storia è avvenuta nell’ospedale Fatebenefratelli, sull’Isola Tiberina, durante l’occupazione nazista di Roma nel 1943.

In quel frangente, alcuni medici, tra cui il primario Giovanni Borromeo, inventarono una malattia inesistente, presentata come altamente contagiosa – chiamata “morbo di K”, in provocazione al colonnello delle SS Herbert Kappler – per spaventare i soldati tedeschi e tenere lontani i controlli dai reparti in cui venivano nascosti decine e decine di ebrei in fuga dal rastrellamento del ghetto del 16 ottobre.

Il finto reparto infetto è diventato così un rifugio segreto e straordinario, un esempio di resistenza civile, un piano di medici che si sono dimostrati eroi.

Ecco il trailer della serie:

"Morbo K": cosa c'è di vero nella serie di Rai 1

Quasi tutto il cuore della storia riportata nella fiction è vero: il “morbo di K” è stata davvero una malattia inventata dai medici del Fatebenefratelli – in primis il primario Giovanni Borromeo, con Adriano Ossicini e Vittorio Sacerdoti – per ricoverare ebrei e altri perseguitati, compilare le cartelle cliniche e indicarli come affetti da un morbo neurodegenerativo e contagiosissimo, tanto da spaventare i tedeschi, che effettivamente evitarono di entrare nel reparto.

Ciò ha consentito di salvare decine di persone (le stime parlano di circa un centinaio di rifugiati protetti tra ottobre 1943 e la liberazione di Roma).

È chiaro che la parte romanzata della serie riguardi soprattutto i dialoghi, gli intrecci personali e la costruzione di alcune figure o relazioni (amori, conflitti privati, comprimari inventati o fusi in personaggi unici), insomma, quelle che vengono chiamate “sottotrame”.

A essere storicamente documentati sono comunque moltissimi elementi: l’esistenza dell’ospedale come luogo di fuga, l’invenzione del nome “morbo di K” in riferimento a Kappler/Kesselring, l’uso di false diagnosi e cartelle cliniche e almeno un sopralluogo delle SS o della polizia fascista respinto proprio grazie alla paura del contagio.

Il cast

Tra i protagonisti della serie abbiamo Giacomo Giorgio nei panni del giovane medico Pietro Prestifilippo, affiancato da Vincenzo Ferrera che interpreta il professor Matteo Prati, il primario che guida il piano del finto reparto “infetto” per salvare gli ebrei romani.

Al loro fianco ci sono Dharma Mangia Woods, che dà volto alla giovane ebrea Silvia Calò, e Christoph Hulsen nel ruolo del minaccioso colonnello Kappler, mentre Marco Fiore, Flavio Furno e altri interpreti completano il personale dell’ospedale e il quadro delle famiglie nascoste. Vedremo qui anche la partecipazione di Antonello Fassari (scomparso ad aprile 2025) e Luigi Diberti.

LEGGI ANCHE
LASCIA UN COMMENTO

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.
I campi obbligatori sono contrassegnati con *

Sto inviando il commento...