Quasi quarant’anni dopo le vacanze a Kellerman’s, Baby si prepara davvero a tornare sullo schermo. Lionsgate ha ufficializzato la lavorazione del sequel di "Dirty Dancing", con Jennifer Grey di nuovo nei panni di Frances, “Baby” appunto, Houseman, coinvolta anche dietro le quinte come produttrice esecutiva del film.
Si era parlato molto di questo progetto in passato ed era stato rimandato più volte. Ora ha un team creativo definito e un avvio di produzione fissato per i prossimi mesi, anche se non esiste ancora una data di uscita ufficiale.
Jennifer Grey, oggi 65enne, riprenderà il ruolo che l’ha resa un’icona degli anni ’80 e non solo. Avrà voce in capitolo sul tono e sulla direzione del film, dal momento che è anche produttrice esecutiva.
Baby è rimasta con lei per decenni e pare che l'attrice abbia spesso immaginato che fine avesse fatto dopo gli eventi del film del 1987.
ha spiegato Grey, come riportato da "The Hollywood Reporter".
Ha anche voluto chiarire che il sequel non proverà a “sostituire” o ricreare la chimica con Patrick Swayze. Una magia del genere non si può replicare, è chiaro: l'unico tentativo realizzabile è quello di portare in scena qualcosa di diverso, ma comunque molto bello.
A guidare il progetto ci saranno Nina Jacobson e Brad Simpson, già responsabili del successo della saga di "Hunger Games" e di "Crazy Rich Asians", chiamati a supervisionare il nuovo film per conto di Lionsgate.
Alla sceneggiatura è al lavoro Kim Rosenstock, showrunner di "Dying for Sex" e autrice premiata con riconoscimenti come l’Humanitas Prize. Jonathan Levine, inizialmente indicato come regista, non dirigerà più il film ma resterà coinvolto come produttore esecutivo.
Ha dichiarato Adam Fogelson, presidente del Lionsgate Motion Picture Group.
I dettagli di trama vengono tenuti ancora segreti, ma le fonti internazionali accennano a un racconto ambientato diversi anni dopo l’originale, con uno sguardo sulla vita adulta di Baby e sul modo in cui quell’estate l’abbia definita nel lungo periodo.
È molto probabile che con le vicende si ritorni a Kellerman’s o in un luogo altrettanto simbolico, con la possibilità di rivedere alcuni volti noti che affiancano una nuova generazione di personaggi.
Il nodo più delicato, questo è evidente, resta l’assenza di Patrick Swayze, morto nel 2009, che il film dovrà affrontare con tatto, offrendo un tributo e raccontando come Johnny Castle viva ancora nel ricordo di Baby e, ovviamente, del pubblico.
Proprio per questo, chi lavora al sequel ci tiene così tanto a ribadire che ci troviamo davanti all’idea di un film che non provi a ricalcare passo per passo "Dirty Dancing", ma che ne usi la memoria, la musica e la danza per raccontare un capitolo nuovo. I confronti verranno comunque spontanei?
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