30 Jan, 2026 - 10:34

The Beauty: il monologo su Christopher Cross spiegato e la storia vera

The Beauty: il monologo su Christopher Cross spiegato e la storia vera

C'è una scena di “The Beauty”, la nuova serie body-horror di Ryan Murphy, in cui il tempo sembra sospeso e il personaggio interpretato da Anthony Ramos (l'assassino, per intenderci) dedica parecchio tempo a raccontarci l'ascesa e la caduta di un cantautore statunitense. 

Viene citato così Christopher Cross. Il killer, nel suo monologo, usa la carriera di quel cantante come simbolo di come l’industria dell’intrattenimento possa costruire e poi rottamare un artista, riducendo tutto a un giudizio superficiale sull’aspetto. In poche battute, ci dice che la parabola discendente del cantautore sia stata una punizione per non incarnare l’estetica giusta al momento giusto. Il talento basta solo finché è confezionato nel corpo “adatto” a essere venduto.

Estratto di The Beauty: materiali stampa

Christopher Cross in “The Beauty”: cosa significa davvero quel monologo

Nel contesto di “The Beauty”, Christopher Cross diventa il nome perfetto per raccontare un aspetto dell’industria che spesso resta implicito: il successo non dipende solo dalla musica, ma dall’immagine, dalle mode e dalla narrazione. Il monologo punta il dito sull’idea che Cross sia stato “scaricato” perché non aveva il look da star.

È quasi un reato, così, presentarsi con un corpo normale, perché il mondo pretende icone impeccabili. La serie sfrutta la sua vicenda per parlare di tutti gli artisti che, pur avendo vinto premi e dominato le classifiche, vengono rapidamente dimenticati quando cambiano i canoni estetici o quando, semplicemente, si tratta di mantenerli sulla cresta dell'onda.

La fine di una carriera ridotta a una questione di faccia e corpo: il discorso colpisce lo spettatore proprio perché rimuove le sfumature. È spietato, è così e basta. Un pugno allo stomaco sul tema: il talento non ti salva da un sistema che ti giudica prima di tutto per come appari.

Ecco la clip tratta direttamente dalla serie:

La storia vera: perché la carriera di Christopher Cross è davvero cambiata

Se usciamo dalla fiction, il discorso su Christopher Cross è più complesso di come viene raccontato in “The Beauty”. Alcuni utenti, infatti, potrebbero percepire la versione della serie come una semplificazione eccessiva, perché attribuisce il declino della sua carriera quasi esclusivamente alla questione estetica.

Si ignorano altri fattori fondamentali. Tra questi ci sono l’evoluzione del gusto musicale del pubblico, il passaggio dagli anni del soft rock a sonorità più dure e sintetiche e, ovviamente, l’ascesa della New Wave che ha cambiato il suono dominante in radio.

In quel periodo sono tanti gli artisti del genere che hanno fatto fatica ad adattarsi, e Cross non è stato un’eccezione: ridurre tutto al “non era abbastanza bello” rischia di cancellare quanto contino cicli di mercato, scelte discografiche e mutamenti delle tendenze.

Alla fine, comunque, è Antonio (il killer) che sostiene che Cross fosse presumibilmente troppo poco attraente per rimanere una superstar una volta che il pubblico avesse visto la sua apparizione, grazie all'avvento dei video musicali. Non è così che è andata davvero.

La verità del declino di Cross è stata invece nella difficoltà di commercializzare il chill rock contemporaneo in un momento in cui andavano i Journey, i Duran Duran o altre band New Wave o hard rock, ricercate da giovani che volevano qualcosa di più forte, più emozionante.

Chi è Christpher Cross: carriera e successi

Christopher Cross (San Antonio, 1951) è diventato una voce simbolo del soft rock tra fine anni Settanta e primi Ottanta grazie all'album “Christopher Cross” del 1979 e ha vinto cinque Grammy, ha portato “Sailing” al primo posto in classifica e il risultato è stato replicato nel 1981 con “Arthur’s Theme (Best That You Can Do)”, dalla colonna sonora del film “Arthur” con Dudley Moore.

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