04 Feb, 2026 - 09:27

Chi era Ylenia Musella, la 22enne uccisa a coltellate a Napoli: arrestato il fratello, ha confessato

Chi era Ylenia Musella, la 22enne uccisa a coltellate a Napoli: arrestato il fratello, ha confessato

Si chiamava Ylenia Musella la ragazza di 22 anni morta ieri, 3 febbraio 2026, dopo essere stata accoltellata alle spalle nel rione Conocal di Ponticelli, alla periferia est di Napoli. A confessare, dopo una fuga di alcune ore, il fratello Giuseppe, 28 anni, ora in carcere con l'accusa di omicidio volontario. 

Chi era Ylenia Musella, la 22enne uccisa a Napoli

Ylenia, 22 anni e una presenza molto attiva sui social, amava ballare, vestirsi alla moda, truccarsi. Sono tante le foto pubblicate online che la ritraggono sorridente, da sola davanti allo specchio, insieme agli amici in discoteca o con il nipotino appena nato, "il suo orgoglio".

Nell'abitazione di famiglia, in via Al Chiaro di Luna, viveva con il fratello Giuseppe (sia il padre che la madre e il patrigno sono detenuti). Di lui, pubblicamente scriveva: "Non vorrei mai vederti soffrire, se stai bene tu sto bene io. Sei tutto per me, sei il bene più prezioso".

L'omicidio al culmine di una lite e la confessione 

Ieri, 3 febbraio 2026, la tragedia. Secondo quanto ricostruito finora, i due giovani avrebbero iniziato a litigare; poi Giuseppe avrebbe colpito Ylenia con pugni e schiaffi, impugnando un coltello e colpendola alla schiena. 

L'allarme è partito quando il ragazzo ha caricato la giovane in auto, lasciandola davanti al pronto soccorso dell'ospedale Villa Betania, dandosi alla fuga. I sanitari l'hanno notata in strada con il volto tumefatto e, dopo averla soccorsa, hanno allertato la polizia. 

Nella notte, mentre gli agenti erano già sulle sue tracce e Ylenia ormai morta, il 28enne si è presentato spontaneamente in Questura, confessando di essere stato lui a uccidere la sorella. È stato quindi trasferito nel carcere di Secondigliano. 

Indagini e contesto familiare: cosa sappiamo finora

Sul corpo della 22enne sarà ora eseguita l'autopsia, che dovrà chiarire con precisione la natura delle ferite e la causa del decesso. Le indagini, coordinate dal pm Ciro Capasso della Procura di Napoli, procedono serrate.

Gli investigatori stanno ascoltando parenti, amici e vicini della vittima per definire il movente della lite. Una circostanza su cui lo stesso giovane potrebbe decidere di fare luce, quando sarà ascoltato dal gip per la convalida del fermo.

Sembra che tra loro ci fossero ultimamente delle tensioni e che il contesto familiare fosse, in generale, tutt'altro che semplice. Il padre della giovane, affiliato al clan Casella-Circone, è detenuto per omicidio, mentre la madre e il patrigno si trovano in carcere per reati legati alla droga. 

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