Marco Travaglio garantista. Chi l'avrebbe mai detto? Ci voleva un ragazzo di 22 anni che è accusato di aver preso a martellate un poliziotto e che oggi è già stato messo ai domiciliari per farlo diventare realtà.
E già, perché l'episodio di cui è accusato il manifestante pro Askatasuna è stato preso dal direttore del Fatto Quotidiano come pretesto per affermare che il governo Meloni vuole trasformare le nostre forze dell'ordine nell'Ice americana, la polizia agli ordini di Trump che ha già lasciato una scia di morti lungo il suo cammino.
Per Marco Travaglio, tutto fa brodo pur di criticare il governo Meloni e sostenere che è meglio votare no al prossimo referendum sulla giustizia. Così, oggi, il suo consueto editoriale lo inizia così:
L'ultima dimostrazione si è consumata quando Meloni è andata a trovare in ospedale il poliziotto ferito:
Travaglio puntualizza che "premier e governo non sono ancora previsti" nella catena che porta alla sentenza definitiva.
Ma tant'è: non lo si ricorda tanto garantista in altre occasioni. Anzi: a quest'ora, con l'aggressore già messo ai domiciliari, di solito, grida allo scandalo.
Ma perché Marco Travaglio da manettaro della prima ora oggi si è riscoperto garantista doc? Perché a quasi un mese dall'assassinio di Renée Good da parte dell'Ice, che il direttore del Fatto considera "le squadracce dell'amico Trump", né Meloni né i suoi ministri hanno detto mezza parola:
Travaglio avverte che il governo vuole fare le indagini. Vuole sostituirsi ai giudici. Ma che sia meglio che continui a fare il suo lavoro, per il direttore del Fatto, lo dimostrano anche altri due casi: quello di Chico Forti e di Garlasco.
Il primo, "pregiudicato negli Usa per omicidio volontario premeditato, fu estradato per scontare il resto della pena in Italia, e la Meloni lo mandò a prendere col volo di Stato e lo accolse a Ciampino con tutti gli onori, manco fosse Cristoforo Colombo..."
E il caso Garlasco? Perché secondo Travaglio ha dimostrato che è meglio che il governo continui a fare il suo mestiere anziché quello dei magistrati? Perché Nordio ha spiegato che sul delitto di Chiara Poggi, "bisognerebbe avere il coraggio di arrendersi perché è difficilissimo dopo 10, 20, 30 anni ricostruire la verità giudiziaria: lasciamola agli storici".
Per Travaglio, il ministro dimentica che gli storici non si occupano di cronaca nera e che l'omicidio è un reato che non si prescrive mai. Quindi, il direttore conclude così:
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