04 Feb, 2026 - 15:43

Minori non accompagnati scomparsi, Gaia Pensieri (Comitato): "Proteggerli significa far dialogare le istituzioni"

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Tag24
Minori non accompagnati scomparsi, Gaia Pensieri (Comitato): "Proteggerli significa far dialogare le istituzioni"

Ogni giorno centinaia di minori non accompagnati scompaiono dalle più disparate città d'Italia, un fenomeno che negli ultimi anni è aumentato esponenzialmente.

Ragazzi dalle vite difficili, spesso arrivati nel Belpaese illegalmente, nella speranza di una nuova vita, lontano da guerre, violenze e abusi di qualsivoglia natura.

Questi adolescenti diventano spesso prede facili della microcriminalità, usati come mezzo per lo spaccio di droghe, la prostituzione e come corrieri.

Una volta usciti dalle comunità di riferimento, diventa difficile, spesso pressoché impossibile, ritrovarli, a volte per una loro scelta autonoma di rientrare nel loro Paese.

Tag24 ha intervistato in esclusiva la presidente del Comitato Scientifico Ricerca Scomparsi OdV, Gaia Pensieri, psicologa, sociologa e criminologa.

Minori non accompagnati scomparsi: la scelta di un tutor e la tutela dei giovani

«Il sistema di accoglienza italiano per i minori stranieri non accompagnati, cioè senza una figura adulta di riferimento, prevede che i ragazzi arrivati nel nostro Paese vengano intercettati, spesso senza documenti».

«Successivamente vengono collocati in strutture di prima accoglienza, che provvedono ai bisogni immediati».

«In seguito vengono inseriti in strutture di secondo livello, dove sono previsti progetti dedicati ai minori, che hanno bisogno di assistenza e tutela».

«È inoltre prevista la nomina di un tutore legale, che tutela i loro diritti e favorisce, quando possibile, il ricongiungimento familiare in Italia o in Europa».

Comunicare tempestivamente i loro diritti e le possibilità 

«Questi giovani dovrebbero essere tutelati e la loro situazione richiede una messa in sicurezza, essendo in un’età fragile».

«Spesso, se i ragazzi hanno bisogno di raggiungere una meta specifica, per il timore che ciò non accada, vanno via subito senza nemmeno sapere di poter essere supportati».

«Dovrebbero essere comunicati subito i loro diritti. Alcuni mostrano un’intolleranza a restare in queste strutture, seppur arrivati da poco. Non è qualcosa legato alla gestione delle strutture, ma al desiderio di raggiungere il loro obiettivo quanto prima».

L'entrata nella criminalità organizzata

«Questi giovani dovrebbero essere tutelati e la loro situazione richiede una messa in sicurezza, essendo in un’età fragile».

«Spesso, se i ragazzi hanno bisogno di raggiungere una meta specifica, per il timore che ciò non accada, vanno via subito senza nemmeno sapere di poter essere supportati».

«Dovrebbero essere comunicati subito i loro diritti. Alcuni mostrano un’intolleranza a restare in queste strutture, seppur arrivati da poco. Non è qualcosa legato alla gestione delle strutture, ma al desiderio di raggiungere il loro obiettivo quanto prima».

«Alcuni di loro, però, hanno già fatto una scelta di vita: parenti di riferimento non censiti e non collegabili, oppure sono già entrati nella rete della criminalità di strada o strutturata».

Problemi di comunicazione: i dati non si incrociano

«Esiste però un problema di comunicazione: a volte i minori vengono rintracciati in altre parti d’Italia o d’Europa e chi li trova revoca la denuncia di scomparsa presentata in origine».

«Ci sarebbe l’obbligo di comunicarlo a chi per primo ha ricevuto la denuncia, che a sua volta dovrebbe informare la Prefettura di riferimento e anche noi».

«Molte volte i ragazzi vengono ritrovati, ma i dati non si incrociano».

«Questo crea difficoltà anche per la nostra attività associativa di ricerca: quando i ragazzi vengono ritrovati, è importante segnalarlo per migliorare tutto il processo relativo a queste vicende».

 

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