Per quasi tre anni nessuno l'ha saputo, eppure Guglielmo Gatti, condannato all'ergastolo per il duplice omicidio degli zii Aldo Donegani e Luisa De Leo, è morto nel carcere di Opera, a Milano, dove era detenuto dal 2007. A scoprirlo, in modo casuale, è stato Il Giornale di Brescia, che aveva inoltrato al penitenziario una richiesta per intervistarlo e ha ricevuto la risposta, laconica: "Data uscita dal carcere 15/06/2023. Motivo: decesso". Il suo corpo è stato sepolto al Cimitero Maggiore, in un campo comune, senza lapide, con solo una croce e un numero identificativo.
La morte di Gatti risale al 15 giugno 2023. Fino ad oggi, la notizia era però rimasta sconosciuta persino al suo avvocato, Luca Broli, che, contattato dai giornalisti, ha commentato: "Non ne sapevo nulla, voglio capire". Nella stringata comunicazione arrivata dal carcere di Opera non si parla delle cause del decesso.
Gatti aveva 58 anni. Condannato all'ergastolo nel 2007 - sentenza poi confermata in Appello e in Cassazione - non aveva più familiari stretti (i genitori e la sorella erano morti da tempo) e trascorreva gran parte delle giornate a leggere, senza partecipare attivamente alla vita sociale della struttura. Nell'agosto 2025 avrebbe potuto accedere alla semilibertà.
Il suo nome resterà per sempre legato a un duplice omicidio efferatissimo: quello degli zii Aldo Donegani, 77 anni, e Luisa De Leo, 61 anni, consumatosi nell'estate del 2005 a Sant'Anna, in provincia di Brescia.
La coppia viveva al piano inferiore della villetta di famiglia, in via Ugolini (venduta all'asta nel 2017). Gatti abitava sopra. Secondo quanto ricostruito in fase processuale, li uccise e ne smembrò i cadaveri, i cui pezzi furono ritrovati in diverse zone tra Provaglio d'Iseo e il Passo del Vivione.
Per giorni la loro scomparsa - denunciata dallo stesso Gatti - era rimasta un mistero. A incastrarlo, alla fine, oltre alle tracce di sangue rilevate dal luminol all'interno della sua casa e della sua auto, anche gli scontrini che indicavano che aveva acquistato delle cesoie.

Gatti fu arrestato nell'agosto del 2005, finendo poi a processo. Si proclamò sempre innocente, ma fu comunque condannato al massimo della pena.
Negli anni successivi alla sua condanna, il suo legale gli avrebbe proposto più volte di valutare una richiesta di revisione; iniziativa da lui sempre rifiutata.
Ora la notizia della sua morte in cella e della sepoltura anonima in un campo, senza che nessuno si sia occupato delle esequie.
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