Mettiamola così: la nuova avventura politica di Roberto Vannacci poteva iniziare decisamente meglio.
Il Generale non ha nemmeno iniziato a mettersi in marcia da solo dopo aver tradito la Lega che subito è incappato in un doppio passo falso.
Il primo è stato quello inerente il simbolo, che gli viene contestato da Francesco Giubilei, fondatore di Nazione Futura, in quanto troppo simile a quello della sua associazione.
Il secondo riguarda persino il nome. E già: perché "Futuro Nazionale" è un marchio depositato il 3 settembre 2010 e registrato il 25 febbraio 2011 presso l'Ufficio brevetti e marchi del ministero delle Imprese.
Insomma: al primo passo, già un doppio inciampo per il Generale.
Non bastava la diffida per il logo simile a quello di "Nazione Futura" di Francesco Giubilei, ora Vannacci deve affrontare anche il problema del nome del suo partito.
"Futuro Nazionale" è stato registrato il 25 febbraio 2011 presso l'ufficio bervetti. Di conseguenza, è impossibile per il Generale utilizzarlo senza autorizzazione.
A dirla tutta, il Generale ha depositato una variante europea del marchio il 24 gennaio 2026, ma non potrà utilizzarla per conflitto con il marchio italiano preesistente.
La nascita del partito, annunciata con tanta enfasi, rischia, quindi, la più classica delle false partenze.
Eppure, Vannacci, grazie al libro "Il mondo al contrario", aveva tutte le risorse economiche per affidarsi a dei consulenti che l'avrebbero messo in guardia.
Ora, invece, pare proprio che se vorrà mantenere la denominazione "Futura Nazionale", dovrà negoziare con una famiglia di Giulianova.
Marina Caprioni, vedova di Riccardo Mercante, è la titolare legittima del logo "Futuro Nazionale".
La cosa divertente, però, è che quest'ultima si dice, come il marito, del Movimento Cinque Stelle. Quindi lontanissima dagli ideali politici di Vannacci.
Al Fatto Quotidiano ha spiegato:
In più, la figlia Allegra, ha aggiunto:
Come dire: se vorrà il nome "Futuro Nazionale", Vannacci dovrà pagarlo caramente.
Il marchio "Futuro Nazionale" fu depositato nel 2011 da Riccardo Mercante, promotore finanziario nonché consigliere regionale abruzzese del Movimento Cinque Stelle dal 2014 al 2019.
Mercante morì tragicamente, a 50 anni, il 16 settembre 2020 in seguito a un incidente in moto.
Oggi, però, torna protagonista.
I titolari legittimi del marchio sono la compagna, Marina Caprioni, e i due figli, in quanto eredi per successione (anche) del marchio.
Vannacci dovrà negoziare con loro l'acquisto. O cambiare nome. Un'opzione, però, che offuscherebbe l'immagine sua e del nuovo partito.
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