Marco Travaglio si schiera contro il decreto Sicurezza appena varato dal governo Meloni.
Il fermo preventivo in occasione delle manifestazioni come quella di sabato a Torino, il daspo dai cortei (a chi ha precedenti può essere negata la piazza), le aggravanti per le violenze contro insegnanti e personale ospedaliero, lo scudo penale che non fa iscrivere automaticamente nel registro degli indagati chi agisce per giusta causa, meno vincoli per costruire i nuovi centri per i migranti, le multe anche per i genitori dei maranza che vanno in giro armati di coltelli: tutti questi provvedimenti, per il direttore del Fatto, costituiscono una "baggianata". Anche per colpa del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Secondo Marco Travaglio, la firma di Sergio Mattarella che ha dato l'ok al nuovo decreto Sicurezza ha certificato che l'Italia si è trasformata in una "pagliacciocrazia".
Il perché è presto detto: anche il Capo dello Stato, interpretando a suo modo i poteri che gli dà la Costituzione, ha contribuito a creare una norma "che ricorda gli stati di polizia persino a La Russa".
Non al Presidente, in ogni caso, "che riceve in processione gli emissari del governo per mercanteggiare pezzi di norme da togliere o da aggiungere e poi dà il via libera alla boiata".
Beh, di sicuro, essendo contro a prescindere, Travaglio avrà modo di menzionare anche quella inerente il Ponte sullo Stretto di Messina.
E comunque: altro che moral suasion! Questa pratica è del tutto sconosciuta alla nostra Carta fondamentale che non assegna alcun potere al capo dello Stato di intervenire su leggi e decreti mentre vengono scritti.
Ma questo, in effetti, se ci si ferma a un'interpretazione letterale della Costituzione: da anni ("Fino a Scalfaro", per lo stesso Travaglio), è prassi consolidata che anche il Quirinale faccia pervenire in anticipo il suo pensiero su ciò che si sta normando per agevolare una collaborazione istituzionale costruttiva. Ma tant'è, secondo il direttore del Fatto:
scrive Travaglio, ricordando, tra l'altro, gli anni, per lui "infausti", di Giorgio Napolitano al Colle.
Sta di fatto che per Marco Travaglio il nuovo decreto Sicurezza è una baggianata "a mezzadria fra "Vogliamo i colonnelli" e un film di Mel Brooks".
Ma perché?
Il direttore del Fatto, poi, si scaglia anche contro il "fermo preventivo":
Mentre quello di chi non ha fatto nulla, avverte Travaglio, "non esiste in nessuna democrazia (neppure negli Usa di Trump":
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