06 Feb, 2026 - 17:00

Addio alla Lega: Sasso e Ziello seguono Vannacci in Futuro Nazionale

Addio alla Lega: Sasso e Ziello seguono Vannacci in Futuro Nazionale

Edoardo Ziello e Rossano Sasso lasciano la Lega per aderire al partito di Roberto Vannacci, Futuro Nazionale. In Parlamento, i due deputati confluiranno nel gruppo Misto.

La decisione è stata comunicata ufficialmente alla presidenza della Camera e resa pubblica anche attraverso i canali social, dove entrambi hanno motivato l’addio con la necessità di portare avanti una battaglia identitaria che, a loro dire, non trova più spazio nella linea politica di Matteo Salvini.

Nelle scorse settimane i due parlamentari avevano già preso le distanze dal partito, votando contro il decreto per il rinnovo delle forniture militari all’Ucraina e presentando, nei giorni successivi, un emendamento per sopprimere l’articolo che autorizzava l’invio di equipaggiamenti e mezzi al Paese invaso dalla Russia.

Ziello lascia la Lega

Ed è proprio dall’emendamento al DL Ucraina che Edoardo Ziello inizia il post in cui annuncia l’addio al Carroccio.

“Il capogruppo della Lega, Molinari, ha dichiarato che il mio emendamento al DL Ucraina non rappresenta in alcun modo la linea del partito. Inoltre l’ex ministro del Turismo della Lega, Massimo Garavaglia, ha aggiunto che, presentando un emendamento con tale contenuto, mi sarei ‘autoescluso’ dal partito”, ha scritto Ziello in apertura, per poi attaccare direttamente il segretario.

L'attacco a Salvini: "Messinscena sull'Ucraina"

“Salvini non ha battuto ciglio, dimostrando ancora una volta che la sua presunta contrarietà all’invio di armamenti a Kiev è solo una terribile messinscena”, ha aggiunto, sottolineando le ambiguità della linea del leader leghista.

“Talvolta si utilizzano i manifesti per un ‘centrodestra liberale’, altre volte i temi del Generale, secondo uno schema intercambiabile che assume sempre più le sembianze di un Giano bifronte, incapace di essere credibile perché diventato tutto e il contrario di tutto”, ha proseguito il deputato.

“Per tutti questi motivi sono costretto a dimettermi da un partito che continua a tradire la fiducia degli italiani e di aderire a Futuro Nazionale. Un progetto di Destra seria e vitale che non vuole far tornare la Sinistra al governo del Generale, Roberto Vannacci. Ad maiora!”

Anche Sasso sceglie Vannacci

“Oggi lascio un partito che è al governo per inseguire un sogno”, ha scritto invece sui social Rossano Sasso. “Voglio continuare a essere fedele ai miei principi. Esco dalla Lega e scelgo di seguire il Generale Roberto Vannacci nella sua battaglia identitaria e sovranista”.

Nel lungo post di addio, il deputato ha ripercorso il proprio cammino politico nella Lega, rivendicando di essere stato nel 2014 uno dei fondatori del partito al Sud. “Eravamo animati da una spinta emotiva e ideale fortissima, fieri di un progetto politico rivoluzionario, identitario e sovranista”, ha ricordato Sasso. “Oggi quel progetto, per me, non esiste più”.

La battaglia contro "l'ideologia gender"

“Se avessi voluto fare una scelta di convenienza sarei rimasto dove sono”, ha aggiunto il parlamentare, richiamando le sue battaglie in Aula “contro l’ideologia gender nelle scuole” e contro “gli attivisti LGBT di estrema sinistra”, “le cui istanze oggi, purtroppo, vengono recepite non in uno ma in ben due manifesti programmatici di esponenti apicali del partito”.

Solo poche settimane fa, infatti, Sasso aveva duramente polemizzato contro il panel dedicato ai diritti LGBTQIA+ organizzato durante la due giorni della Lega in Abruzzo, che ha visto la partecipazione di Francesca Pascale.

“Si preannuncia una svolta nella visione politica della Lega e io non la condivido: poiché non sono compatibile, tolgo il disturbo”, la conclusione.

Il terremoto Vannacci si abbatte sulla Lega

Le acque, dunque, restano agitate in casa Lega. L’uscita di Ziello e Sasso dal Carroccio, confluiti nella formazione di Roberto Vannacci, Futuro Nazionale, rende impossibile per il segretario voltare pagina, nonostante i tentativi delle ultime ore di minimizzare la rottura con il generale. E soprattutto riapre il fronte interno di chi, nel partito, attribuisce a Matteo Salvini la responsabilità di quello che viene definito un vero e proprio disastro politico.

È stato infatti Salvini, contro resistenze interne diffuse, a volere Vannacci nella Lega, affidandogli da subito incarichi di vertice, come la vicesegreteria.

La frattura consumatasi in settimana e la nascita della nuova formazione del generale, rapidamente collocatasi alla destra dell’attuale maggioranza e potenzialmente in grado di drenare consensi a tutti i partiti che la compongono – con la sola eccezione di Forza Italia – non rappresentano un passaggio destinato a riassorbirsi in tempi brevi. Un quadro di cui sembrano consapevoli tanto la presidente del Consiglio quanto i vicepremier.

Il terremoto è appena iniziato e non si può escludere che, nelle prossime settimane, ulteriori sviluppi possano agitare il Governo.

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