Se la matematica non è un’opinione, l’addio di Roberto Vannacci alla Lega e la nascita di un nuovo movimento politico parlamentare, collocato più a destra del centrodestra, rappresentano contemporaneamente un’opportunità e un possibile boomerang sia per il centrosinistra sia per il centrodestra.
Da tre giorni Matteo Renzi ripete lo stesso refrain: si stanno dividendo, possiamo vincere. In realtà, a dividersi è stata la Lega, non ancora il centrodestra nel suo complesso. Ma potrebbe accadere.
Basta fare due conti e valutare i diversi scenari per rendersi conto che Vannacci e Futuro Nazionale rappresentano, in questo momento – e lo saranno per i prossimi due anni – una mina vagante potenzialmente capace di determinare la fortuna di entrambi gli schieramenti.
La discriminante è una sola, in entrambi gli scenari: Vannacci e il centrodestra troveranno un accordo oppure no?
Il bacino elettorale di Vannacci sembra già abbastanza delineato: elettori di destra non moderata che non si riconoscono nell’attuale proposta del centrodestra, ma anche indecisi di quell’area e cittadini che negli ultimi anni hanno disertato le urne e che potrebbero tornare a votare convinti dal programma del generale.
Si tratta di voti che Vannacci potrebbe sottrarre al centrodestra, ma anche aggiungere. Sì, perché la politica insegna che non bisogna mai dare nulla per scontato: non è affatto detto che Futuro Nazionale non possa entrare a far parte della coalizione di centrodestra, rafforzandola nel suo complesso.
È il primo dei due scenari possibili, quello favorevole al centrodestra e sfavorevole al centrosinistra.
Un centrodestra con Vannacci rischierebbe di superare ampiamente il 50%. Qualcuno potrebbe obiettare che il divorzio con la Lega sia stato così clamoroso da rendere improbabile un suo rientro in coalizione, soprattutto con il consenso di Matteo Salvini, che in questi giorni lo ha escluso apertamente.
Ha dichiarato ieri il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, a Otto e mezzo, su La7.
Da Fratelli d'Italia e Forza Italia, tuttavia, non sono arrivate chiusure totali a riguardo. Con diplomazia ieri il capogruppo alla Camera di Fratelli d'Italia, Galeazzo Bignami ha detto:
Seguito dalla vicepresidente del Senato di Forza Italia, Licia Ronzulli:
Chissà che non prevalga la ragione di stato e gli alleati non riescano - con il tempo - a far digerire a Salvini un accordo con il generale per scongiurare il rischio di rimonta del centrosinistra?
Il secondo scenario è invece quello favorevole al centrosinistra: Futuro Nazionale e Vannacci corrono da soli, sottraendo voti al centrodestra e indebolendolo.
Oggi i sondaggi indicano una distanza tra le due coalizioni compresa tra i 2 e i 4 punti percentuali, un margine che, con l’avvicinarsi delle elezioni politiche del 2027, è fisiologicamente destinato a ridursi.
In questo contesto, la variabile Vannacci potrebbe paradossalmente ribaltare il risultato a favore delle opposizioni. È una speranza che non nasconde Matteo Renzi, leader di Italia Viva, che da giorni continua a ribadirlo.
Roberto Vannacci "occupa lo spazio dei delusi a destra. Se loro si dividono, noi possiamo vincere".
Dichiara il leader di Italia Viva in un'intervista al Corriere della Sera dove commenta l'addio del generale alla Lega definendolo come "la prima crepa nel centrodestra" che, a differenza del passato, inizia a "perdere pezzi" proprio mentre l'opposizione dà segnali di unità.
Per Renzi, la frammentazione della maggioranza apre una concreta possibilità di vittoria per il centrosinistra, a patto di trovare una sintesi su temi pragmatici:
"Se su questo siamo uniti, vinciamo", aggiunge.
A onor del vero bisogna dire che l'ex presidente del Consiglio ci aveva visto lungo, perché già alcune settimane fa aveva avvertito gli alleati del campo progressista di non sottovalutare le mosse e le parole del generale. I fatti poi gli hanno dato ragione.
Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.
I campi obbligatori sono contrassegnati con *