07 Feb, 2026 - 12:25

Decreto Sicurezza, la lista dei "garantisti alle vongole" di Travaglio (c'è anche un "pidduista")

Decreto Sicurezza, la lista dei "garantisti alle vongole" di Travaglio (c'è anche un "pidduista")

Li ha attesi all'angolo. Ma non si sono visti. Marco Travaglio, nel suo consueto editoriale sul Fatto Quotidiano, lancia un appello ai garantisti italiani: dove sono ora che è stato approvato il Decreto Sicurezza?

Per lui è roba da pagliacciocrazia, come ha scritto ieri. O per "garantisti alle vongole".

Travaglio contro i "garantisti alle vongole" del Decreto Sicurezza

Cosa ha scritto di preciso Marco Travaglio contro coloro i quali sono sempre pronti a strepitare contro i presunti attacchi alle libertà personali, ma che ora tacciono di fronte al decreto Sicurezza appena approvato dal governo Meloni?

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Abbiamo atteso che i garantisti alle vongole che da trent'anni, appena finisce dentro un ladro di Stato chiamano Amnesty International dicessero una parola sull'obbrobrio forcaiolo (e inutile) del Dl Sicurezza, con la delizia del fermo preventivo per chi non ha commesso reati, però potrebbe. Purtroppo erano tutti impegnati altrove...

La lista dei "garantisti alle vongole" di Travaglio

Sembra uno scherzo del destino, una storia a parti invertite. Ma ora è Marco Travaglio, di solito accusato di essere forcaiolo e manettaro, ad apparire garantista.

Come l'ultima goccia che fa traboccare l'acqua dal bicchiere, è stato il Decreto Sicurezza appena approvato dal Governo Meloni a causare questa metamorfosi.

Così, Travaglio, oggi, ha messo nero su bianco la sua lista personale dei "garantisti alle vongole". Di quelli che, di fronte al giro di vite securitario voluto da palazzo Chigi, rimangono zitti.

Ebbene: il primo della lista è Giuliano Ferrara, impegnato a "commemorare Corrado Carnevale, il cosiddetto giudice che insultava Falcone e Borsellino appena assassinati perché osavano processare i mafiosi, costringendolo ad assolverli" (a proposito di garantismo e di rispetto delle sentenze).

I secondi sono i "riformisti per mancanza di riforme del Pd" che, secondo il direttore del Fatto, "erano abbarbicati a Nordio, coautore dell'obbrobrio, per strombazzare il Sì salva-Casta".

I terzi della lista dei "riformisti alle vongole" sono i componenti della famiglia Berlusconi, "che facevano causa a Corona per 160 milioni e chiedevano di vietargli pure le serate in discoteca, un fermo pre-preventivo".

Il quarto e ultimo della lista è quello contro il quale Travaglio oggi si scaglia maggiormente: l'ex Forza Italia Fabrizio Cicchitto.

Marco Travaglio contro Fabrizio Cicchitto

Perché il direttore del Fatto Quotidiano ce l'ha particolarmente con l'ex Forza Italia Cicchitto? 

Semplice: Cicchitto ha "osato" criticare su Libero la Gip che ha disposto i domiciliari per un manifestante indagato per gli scontri di Torino e l'obbligo di firma per altri due.

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In pratica, questo genio accusa da sempre i giudici di appiattarsi sui pm e ora ne accusa uno di non appiattirsi sui pm e di non dare soddisfazione al governo: cioè di fare il suo mestiere...

Fatto sta che, per Travaglio, c'è da aspettarsi questo e altro da Cicchitto:

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Il 13 maggio 1977, all'indomani dell'omicidio di Giorgiana Masi in una manifestazione a Roma, il deputato Psi Cicchitto tuonava alla Camera contro il governo Andreotti e il ministro Kossiga (chi all'epoca lo criticava scriveva il suo nome con la K, ndr) per un decreto ben più blando di quello meloniano...

E comunque: se il 1977 può sembrare una data troppo lontana, Travaglio, pur di demolire la persona di Cicchitto anziché contestare nel merito la sua posizione sui fatti di Torino, l'ha messa così:

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Tre anni dopo si infilò il cappuccio della loggia P2. Che da 46 anni gli oscura un po' la visuale 
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