È una vicenda che affonda le radici nella storia sanitaria e sociale italiana quella della scomparsa di Edoardo Ricci, 31 anni, sparito da Roma tra il 1975 e il 1976 dopo essersi allontanato dall’ospedale psichiatrico Santa Maria della Pietà.
Una storia che attraversa decenni e che racconta anche il contesto degli ospedali psichiatrici italiani prima della riforma Basaglia.
La famiglia non ha mai smesso di cercare risposte, nonostante il tempo trascorso.
Edoardo proveniva da una famiglia numerosa. L’infanzia e l’adolescenza erano trascorse tra istituti e collegi.
Negli anni Sessanta si trasferisce a Roma con parte della famiglia. Inizia a lavorare prima in una fabbrica di autoradio e televisori, poi come cameriere in un ristorante della Capitale.
Nel 1973 lascia il lavoro mentre iniziano a manifestarsi difficoltà psicologiche sempre più evidenti.
Verso la fine del 1973 viene ricoverato al Santa Maria della Pietà. Negli anni successivi, secondo le ricostruzioni, le sue condizioni sembrano migliorare.
I medici iniziano a concedergli uscite temporanee dall’ospedale, segno di un possibile percorso di recupero.
È proprio durante uno di questi permessi che si perdono definitivamente le sue tracce.
Edoardo si allontana dall’ospedale tra il 1975 e il 1976. Non è mai stato possibile stabilire con precisione il giorno esatto.
La famiglia ha continuato a cercarlo per anni. La madre, trasferitasi a Londra, ha mantenuto fino alla fine la speranza di poterlo rivedere.
Non risultano segnalazioni certe negli anni successivi alla scomparsa.
Il caso resta ancora oggi senza una ricostruzione definitiva.

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