09 Feb, 2026 - 17:21

Hong Kong, magnate dei media Jimmy Lai condannato a 20 anni di carcere: processo storico sulla sicurezza nazionale

Hong Kong, magnate dei media Jimmy Lai condannato a 20 anni di carcere: processo storico sulla sicurezza nazionale

Jimmy Lai, ex magnate dei media di Hong Kong e fondatore di Apple Daily, è stato condannato a 20 anni di carcere per collusione con forze straniere al termine di un processo durato diversi anni. La sentenza, emessa ai sensi della legge sulla sicurezza nazionale del 2020, ha riacceso l’attenzione internazionale sul caso.

Hong Kong, la condanna di Jimmy Lai

L’ex magnate dei media pro-democrazia di Hong Kong e fondatore dell’ex Apple Daily, Jimmy Lai, è stato condannato a 20 anni di carcere per collusione con forze straniere. Il verdetto ha posto fine ad un processo storico durato per anni.

La sentenza è stata emessa ai sensi della legge sulla sicurezza nazionale imposta da Pechino nel 2020, una normativa che ha profondamente modificato il panorama politico e mediatico dell’isola.

Anche alcuni suoi colleghi sono stati condannati a pene detentive che vanno dai 6 anni e 9 mesi fino ai 10 anni di reclusione. In aggiunta alle condanne personali, Apple Daily e alcune delle sue società affiliate sono state multate per 6 milioni di dollari di Hong Kong.

La detenzione e il processo

Jimmy Lai è detenuto dal dicembre 2020 e si è dichiarato non colpevole. Durante la lunga battaglia legale aveva affermato di non aver “mai” utilizzato i propri contatti all’estero per influenzare la politica estera dell’isola.

L’Alta Corte di Hong Kong, nel dicembre 2025, lo aveva dichiarato colpevole di due accuse relative alla sicurezza nazionale e di una accusa di sedizione. L’annuncio della pena era infatti atteso nelle prime settimane del 2026.

Il caso ha attirato un’attenzione mediatica che ha superato i confini dell’isola. Finora, sia le autorità di Pechino sia il governo di Hong Kong hanno respinto le accuse secondo cui l’incarcerazione di Lai sarebbe stata motivata politicamente o mirata a minare la libertà di stampa.

Le reazioni internazionali e le pressioni diplomatiche

La famiglia di Lai aveva già sollevato preoccupazioni circa le sue condizioni di salute. I gruppi per i diritti umani hanno criticato duramente il verdetto, definendolo una "condanna a morte" per l’ex magnate dei media 78enne.

Da anni sono state avanzate richieste internazionali per il rilascio di Jimmy Lai, provenienti anche da Londra e da Washington.

Recentemente, il primo ministro britannico Keir Starmer si è recato in Cina per una visita ufficiale. Secondo quanto riferito, la questione del caso Lai, cittadino britannico, è stata sollevata durante l’incontro tra Starmer e il presidente cinese, Xi Jinping. Alcuni critici hanno sostenuto che la visita di Starmer sia stata un’“opportunità sprecata”.

Nei prossimi mesi anche il presidente americano, Donald Trump, si recherà in Cina per un viaggio ufficiale e i sostenitori di Lai sperano che anche Trump sollevi il caso.

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