Il 5 febbraio 2026 il governo argentino guidato da Javier Milei ha lanciato l’Oficina de Respuesta Oficial (Ufficio di risposta ufficiale della Repubblica Argentina), un account su X dedicato a smentire informazioni ritenute inaccurate sui media. L’iniziativa, che richiama quella americana di “RapidResponse47”, ha suscitato attenzione e dibattiti sul ruolo della comunicazione ufficiale e sulla libertà di stampa nel paese.
Il governo di Javier Milei ha annunciato il 5 febbraio 2026 la creazione dell'Oficina de Respuesta Oficial. Si tratta di un account su X che si occuperà di "smentire" quelle che vengono considerate menzogne dei media contro l'amministrazione argentina.
Il primo post dell’account è stato pubblicato proprio il 5 febbraio ed è stato spiegato che:
Viene rivendicato nella dichiarazione che la lotta alla disinformazione debba passare dall’informare e chiarire, non dal controllare o censurare, contrapponendo questo approccio a quello attribuito alla sinistra quando è al governo.
"Il diritto alla libertà di espressione è sacro per questa amministrazione", è stato precisato nella dichiarazione. Tuttavia non sono stati forniti ulteriori dettagli su chi sarà incaricato della gestione del conto o su come funzionerà.
Il primo post dell'Oficina de Respuesta Oficial è stato condiviso anche dal presidente argentino, che ha aggiunto:
PARA DESENMASCARAR MENTIRAS Y OPERACIONES DE LOS MEDIOS.
— Javier Milei (@JMilei) February 5, 2026
Fin. https://t.co/cy9F0mDzXH
L’iniziativa del governo Milei ricorda quella dell'amministrazione americana sotto la guida di Donald Trump: "RapidResponse47". La Casa Bianca utilizza questo account non solo per reagire alle notizie sui media ma anche per diffondere i messaggi del presidente americano e dei funzionari statunitensi.
Anche l’estetica dell’immagine del profilo mostra similitudini. Mentre quello degli Stati Uniti ha l’immagine della Casa Bianca con sottofondo rosso, quello dell’Argentina è strutturato con l’immagine della sede della presidenza, la Casa Rosada.
L’iniziativa di Buenos Aires ha sollevato timori tra le organizzazioni giornalistiche, preoccupate di poter essere prese di mira.
Nel Rapporto Mondiale 2025, Human Rights Watch ha riportato che Milei e altri membri del governo "hanno utilizzato una retorica ostile per stigmatizzare giornalisti e media indipendenti".
Nel World Press Freedom Index 2025, l'Argentina si trova all’87esimo posto su 180, peggiorando rispetto al 66esimo posto del 2024. Questo dato evidenzia un contesto di crescente pressione sui media indipendenti nel paese.
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