10 Feb, 2026 - 12:42

Ucraina, Vannacci agita il Governo e mette alla prova Salvini

Ucraina, Vannacci agita il Governo e mette alla prova Salvini

Il governo dovrebbe porre la questione di fiducia sul decreto Ucraina, al voto oggi alla Camera. Una scelta che, alla luce della pressione esercitata da Roberto Vannacci e dai deputati che in Parlamento hanno aderito alla sua formazione — Rossano Sasso ed Edoardo Ziello per la Lega, oltre all’ex FdI Emanuele Pozzuolo — apparirebbe come l’unica strategia possibile.

Proprio sul dossier ucraino — sul quale si sono registrati i maggiori distinguo di Vannacci rispetto al suo ex partito, la Lega — il generale ha deciso di sfidare per la prima volta l’esecutivo di centrodestra. Il punto non è solo il voto contrario alla prosecuzione degli aiuti militari, ma soprattutto gli emendamenti presentati dai tre deputati di Futuro Nazionale, con l’obiettivo di mettere in evidenza le divisioni interne alla Lega.

Decreto Ucraina, il Governo verso la fiducia

A mettere in difficoltà il Governo, infatti, non sono tanto i voti contrari di tre deputati ormai considerati all’esterno della maggioranza, quanto gli emendamenti da loro presentati, con la chiara richiesta di cessare le forniture militari a Kiev.

La votazione su proposte di questo tipo avrebbe infatti rischiato di spaccare la Lega, che a parole si è più volte espressa contro l’invio di armi all’Ucraina, senza però mai far mancare in Parlamento il sostegno alla linea dettata dalla premier Meloni e dal ministro degli Esteri Tajani.

Una frattura che, su un tema così delicato, il Governo non può permettersi: da qui la decisione di porre la questione di fiducia, con il conseguente decadimento automatico di tutti gli emendamenti, sia di maggioranza sia di opposizione.

Gli emendamenti di Vannacci e il rischio spaccatura nella Lega

La strategia del Governo, che ha scelto la strada della fiducia, se da un lato evita una rottura in Parlamento, dall’altro non scioglie il nodo politico. Non a caso, il gruppo di Vannacci ha rivendicato il ricorso alla fiducia come una prima vittoria.

“Salvini ha paura del voto e scappa dalle proprie responsabilità”, ha dichiarato il deputato Ziello. “Pensa di aver messo a segno una grande mossa strategica, ma si dimostra peggio di Pirro, perché non potrà evitare i nostri tre ordini del giorno che contengono lo stesso impegno dell’emendamento”.

L’obiettivo della strategia dei vannacciani è chiaro: stanare Salvini e la Lega, mettendo in evidenza la contraddizione tra la propaganda — che ha sempre sostenuto la necessità di fermare l’invio delle armi a Kiev — e le effettive votazioni in Parlamento, sempre favorevoli alla prosecuzione degli aiuti militari.

“Vediamo quanti patrioti nel centrodestra voteranno a favore degli italiani e soprattutto quanti assenti ci saranno tra le file della Lega, che da mesi dice di non voler più inviare aiuti a Zelensky ma poi, nei fatti, si smentisce clamorosamente e vota sempre a favore”, il commento di Rossano Sasso.

La strategia di Futuro Nazionale per mettere in difficoltà Salvini

Nonostante i tentativi di Salvini di minimizzare il peso politico di Vannacci e le conseguenze della sua uscita dalla Lega, questo esordio di Futuro Nazionale in Parlamento è destinato ad avere ripercussioni. Per la prima volta, il Governo ha dovuto mettersi al riparo ricorrendo alla fiducia per evitare defezioni e spaccature politiche su un tema fondamentale per l’immagine dell’esecutivo in Europa.

Difficile pensare, inoltre, che la strategia aggressiva dei vannacciani nei confronti della Lega e della maggioranza possa esaurirsi su questo solo dossier. Intanto, resta da capire cosa accadrà oggi: se gli ordini del giorno dei vannacciani finiranno isolati o se, al contrario, potranno innescare nuove defezioni nel Carroccio.

Aiuti a Kiev, le tensioni irrisolte nel campo largo

Nonostante l’attenzione sia rivolta a ciò che accadrà nel centrodestra, anche nel campo largo la situazione non appare altrettanto serena. Se il Pd voterà a favore del rinnovo dell’invio di armi, è noto che Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi Sinistra siano da tempo schierati sul fronte contrario alla prosecuzione degli aiuti a Kiev.

Non a caso, deputati di Avs e M5S hanno presentato a loro volta ordini del giorno, del tutto simili a quelli dei vannacciani, per la soppressione dell’articolo 1 del provvedimento, quello che prevede la fornitura militare. Che i voti delle due formazioni possano convergere con quelli di Futuro Nazionale appare tuttavia difficile.

Certo è che la vicinanza tra queste posizioni ha offerto l’ennesima occasione di polemica politica con le forze riformiste del centrosinistra. “Possibile che un pezzo del campo largo abbia le stesse posizioni di Vannacci?”, ha scritto sui social Pina Picierno, europarlamentare del Pd e vicepresidente del Parlamento europeo.

Il Movimento 5 Stelle ha però escluso di potersi prestare alla strategia di Vannacci: “I nostri emendamenti e ordini del giorno, i nostri interventi e le nostre piazze parlano per noi da anni; lo stesso non si può dire di chi mira a un restyling della propria immagine su Kiev e sul pacifismo dopo quattro anni di legislatura passati a votare la linea Meloni”.

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