In un contesto internazionale segnato da crescenti tensioni geopolitiche, incertezze economiche e profonde trasformazioni degli equilibri di potere, la Conferenza sulla sicurezza di Monaco (MSC) si prepara a tornare al centro del dibattito globale. La 62esima edizione dell’MSC si svolge in un momento cruciale, in cui l’ordine internazionale costruito dopo il 1945 appare sempre più contestato e le relazioni transatlantiche attraversano una fase di ridefinizione. Leader politici, esperti e rappresentanti dell’industria della difesa si confronteranno sulle principali sfide alla sicurezza europea e globale.
I capi di Stato e di governo si preparano a recarsi in Baviera per la Conferenza sulla sicurezza di Monaco.
La 62esima edizione dell’MSC si terrà dal 13 al 15 febbraio 2026 e vedrà la partecipazione, con un’ampia rappresentanza politica, scientifica e industriale, di circa 65 capi di stato e di governo e di circa 450 rappresentanti provenienti dal mondo della politica, dell’accademia e dell’industria della difesa.
Nella prefazione del rapporto MSC 2026, il presidente della conferenza, Wolfgang Ischinger, ha scritto che:
Ha citato, inoltre, questioni come la sicurezza dell’Europa, la resilienza del partenariato transatlantico e la capacità della comunità internazionale di affrontare un mondo sempre più “complesso e conteso”.
Dal rapporto emerge che il mondo sta attraversando profondi sconvolgimenti politici, economici e di sicurezza. Un momento storico segnato da instabilità e tensioni crescenti viene racchiuso in una frase chiave: “Il mondo è entrato in un periodo di politica distruttiva”.
Dal rapporto MSC 2026 emerge anche una valutazione politica e strategica che segnala un cambiamento nella percezione transatlantica.
Vengono alla mente le parole del vicepresidente degli Stati Uniti, JD Vance, che nel suo discorso al MSC del 2025 aveva affermato che le élite europee stavano limitando la libertà di espressione e favorendo l’immigrazione di massa.
A distanza di mesi, la “Strategia per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti” ha delineato con maggiore chiarezza le posizioni dell’amministrazione Trump.
Al World Economic Forum, tenutosi nel mese di gennaio, una possibile rottura tra gli Stati Uniti e gli alleati occidentali e la tenuta dell’ordine mondiale basato sulle regole sono state ampiamente discusse dai diversi leader internazionali.
In questo contesto, la 62esima Conferenza sulla sicurezza di Monaco pone l’attenzione sul fatto che è in atto una contestazione dell’ordine internazionale costruito dopo il 1945. I principi messi in discussione sono quelli su cui si è basata per decenni la cooperazione internazionale, e questa reazione non è limitata agli Stati Uniti ma riguarda un fenomeno globale.
Oltre alle relazioni transatlantiche, il rapporto dell’MSC affronta anche la guerra tra Russia e Ucraina e le minacce ibride che l’Europa si trova ad affrontare. In questo contesto, l’Europa si trova all’inizio di una nuova fase storica, nella quale il sostegno degli Stati Uniti rimane cruciale ma non può più essere considerato scontato.
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