È una vicenda che, a distanza di anni, continua a lasciare interrogativi aperti quella di Antonio Accorinti, 44 anni, scomparso il 4 febbraio 2016 da Zungri, in provincia di Vibo Valentia.
Un caso segnato da un allontanamento improvviso, dall’assenza totale di contatti e, soprattutto, dal ritrovamento della sua auto in circostanze mai chiarite completamente.
Antonio viveva con due fratelli e, secondo quanto ricostruito dai familiari, negli anni precedenti si era già allontanato temporaneamente da casa.
Tuttavia, questa volta il silenzio prolungato e la mancanza di segnali hanno fatto temere fin da subito per la sua incolumità.
Il 4 febbraio 2016 Antonio si era recato a Catanzaro per far visita alla sorella. Successivamente era rientrato brevemente a Zungri, ma in serata non ha più fatto ritorno nell’abitazione condivisa con i fratelli.
Da quel momento ogni contatto si è interrotto. Il telefono cellulare risultava spento e non sono mai stati registrati accessi o comunicazioni successive.
Nei primi giorni dopo la scomparsa i familiari avevano sperato in un allontanamento temporaneo, ipotesi legata ad alcuni episodi avvenuti in passato.
Con il passare del tempo, però, l’assenza di notizie ha alimentato una crescente preoccupazione, anche alla luce delle condizioni di salute dell’uomo.
Un elemento centrale della vicenda emerge il 23 aprile 2016, quando la sua auto, una Fiat 600 azzurra, viene ritrovata in una zona rurale di Rosarno.
La vettura era aperta e con le chiavi inserite nel quadro, circostanza che ha reso il ritrovamento particolarmente anomalo.
Non sono mai emersi elementi chiari su chi abbia condotto l’auto fino a quel punto né su cosa possa essere accaduto nei giorni successivi alla scomparsa di Antonio.
L’area del ritrovamento, isolata e poco frequentata, ha reso ancora più complessa la ricostruzione degli eventuali movimenti.
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