11 Feb, 2026 - 13:41

Raid e saluti fascisti nelle scuole italiane: il governo tace ma le opposizioni incalzano

Raid e saluti fascisti nelle scuole italiane: il governo tace ma le opposizioni incalzano

La scuola italiana è al centro del dibattito dopo due episodi che, per la loro gravità, hanno attirato l’attenzione della politica e della società. Il primo caso riguarda i saluti fascisti, con tanto di bandiera con svastica, ripresi dagli studenti del liceo Vico di Sulmona (AQ) e postati su TikTok proprio nella settimana in cui ricorreva il Giorno della Memoria.

Il secondo riguarda le scritte fasciste – “Righi fascista, la scuola è nostra” – e i danni provocati da ignoti al liceo Augusto Righi, nel centro di Roma, vandalizzato nella notte di due giorni fa. La prima stima dei danni causati dal vero e proprio raid ammonta a 10mila euro: l’istituto è stato costretto a restare chiuso per due giorni, riaprendo solo oggi. Sul caso, il Pd ha depositato oggi una interrogazione parlamentare per Meloni, Piantedosi e Valditara.

Cinque indagati per i saluti fascisti a Sulmona

Per il caso dei saluti fascisti durante l’assemblea scolastica al liceo Vico di Sulmona, cinque minorenni sono stati iscritti nel registro degli indagati a seguito di un’inchiesta avviata dalla Procura per i minorenni dell’Aquila, che procede per i reati di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale. L’indagine potrebbe estendersi anche ad altri studenti che compaiono nel video pubblicato sui social. Per le devastazioni al liceo Righi, invece, non sono ancora stati individuati i responsabili.

I due episodi hanno immediatamente sollevato la reazione politica, in particolare da parte del centrosinistra, che ha chiesto una condanna esplicita da parte della presidente del Consiglio.

“Serve che Meloni e il Governo pronuncino parole inequivocabili contro ogni rigurgito neofascista e mettano in campo azioni concrete per fermare questa escalation che sta colpendo le scuole”, ha dichiarato la coordinatrice della segreteria Pd, Marta Bonafoni.

I deputati del Movimento 5 Stelle, Antonio Caso e Alfonso Colucci, hanno invece annunciato un’interrogazione parlamentare al ministro dell’Istruzione Valditara. Il ministro, hanno scritto i deputati, “solitamente celere nell’invio di ispettori, sembra questa volta non trovare la stessa urgenza di fronte a gesti che diffondono ideologie fasciste nelle scuole”.

Il Pd deposita interrogazione per Meloni, Valditara e Piantedosi

In reazione al silenzio della presidente del Consiglio Meloni e del ministro Valditara di fronte ai fatti di Sulmona e di Roma, il Partito democratico ha depositato oggi un’interrogazione rivolta a Valditara, Meloni e Piantedosi.

“Giorgia Meloni non può continuare a fare finta di non vedere”, hanno scritto gli oltre 40 deputati dem firmatari dell’atto. “La nostra segretaria Elly Schlein e tutto il Pd condannano sempre, senza distinguo, ogni forma di violenza politica e chiedono che anche la Presidente del Consiglio prenda posizione quando chi la commette si dichiara fascista, firma con una svastica e usa lo stesso slogan ‘la scuola è nostra’ che solo poche settimane fa abbiamo visto sventolare ad Atreju”.

Il riferimento è allo slogan utilizzato da Azione Studentesca, movimento di studenti di estrema destra che nelle ultime settimane ha fatto parlare di sé per aver distribuito un volantino in cui, con lo slogan “La scuola è nostra”, proponeva un questionario agli studenti chiedendo, tra le altre cose, se vi fossero “professori di sinistra che fanno propaganda durante le lezioni” e invitando a segnalare “i casi più eclatanti”. Un’iniziativa che molti non hanno esitato a definire un vero e proprio tentativo di schedatura.

M5S: “C’è un filo che unisce Sulmona e il Righi”

“Serve una riflessione seria e approfondita” ha invece scritto la senatrice di Sulmona, Gabriella Di Girolamo (M5S). “Non si tratta di casi isolati o di semplice goliardia, quest’ultima troppo spesso usata come alibi da chi vuole sminuire episodi del genere.

C’è un filo tutt’altro che sottile che unisce l’episodio del Liceo Righi di Roma  e quanto accaduto a Sulmona. La scuola, il luogo che dovrebbe formare le menti dei nostri giovani, la scuola che prepara al futuro e fa conoscere e riflettere sul passato, diventa teatro di esaltazione di simboli e gesti che hanno reso il 900 uno dei periodi più bui della nostra storia”, ha sottolineato Di Girolamo, invitando scuola e società a una riflessione “sul perché questi ragazzi siano così tanto facilmente esposti e ricettivi nei confronti di taluni messaggi”

 

 

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